Geriatria e gerontologia
credits - editoriale geriatria - meetings - notiziario - pubblicazioni
Presentazione
Una premessa
L'invecchiamento
Tempo libero e solitudine
Geragogia
Alimentazione
Alcolismo
Alcol e invecchiamento cerebrale
Attività fisica
   
  Links
  Email
   
  site design Doublespeak
 
Study of an old Man's Profile Galleria degli Uffizi Firenze
Invecchiamento, vecchiaia e morte - 3  

Al di là di ogni variazione semantica dei termini resta comunque il fatto che il nostro organismo, soggetto all'invecchiamento e solitamente anche alla vecchiaia, porta certamente in sè un meccanismo programmato che fissa un limite invalicabile al suo arco biologico, termine raggiungibile solo nelle condizioni ideali di un invecchiamento che si mantenga fisiologico sino alla fine. Quando invece, ed è il caso estremamente più comune, sulla base di questo invecchiamento fisiologico di organi ed apparati si innestano quegli agenti ambientali che abbiamo in precedenza ricordato, si assiste a quel precoce decadimento delle condizioni fisiche e mentali che costituisce l'invecchiamento secondario o altrimenti conosciuto come patologico. Da queste considerazioni risulta che l'invecchiamento, nel senso più comune del termine, deve intendersi quasi sempre come una condizione multifattoriale in cui il fattore ambiente è verosimilmente uno degli agenti di particolare rilevanza e nel quale si identificano, oltre alle malattie fisiche, tutte quelle situazioni ed afferenze negative che derivano all'individuo dall'ecosistema che lo circonda durante l'intero corso della vita. Nel processo di deteriorainento senile l'ambiente, quindi, esercita un'influenza fondamentale anche sul versante sociale dove spesso, con la perdita del ruolo professionale, l'anziano corre il rischio di essere respinto verso l'emarginazione e l'isolamento che sono, come è noto, i "gerotossici" più pericolosi.

Dobbiamo tuttavia tenere presente che, al momento attuale, non è ancora possibile indicare fino a che punto le modificazioni strutturali e funzionali dell'organismo, riferibili alla senescenza, siano attribuibili alla costituzione genetica dell'individuo e della specie, cioè al processo di invecchiamento primario, e fino a quale punto invece esse siano da imputare alle aggressioni ambientali di varia natura che, come abbiamo visto, sono in grado di esercitare un impulso accelerante sulla naturale involuzione fisiologica dell'uomo. È di osservazione abbastanza comune, tuttavia, che la morte per vecchiaia è ancora un evento del tutto eccezionale anche nelle società più progredite, dal momento che la "senescenza programmata" è largamente sollecitata da altre cause di invecchiamento che provengono dall'ambiente di vita. In conclusione, come abbiamo osservato all'inizio, la longevità potenziale, che corrisponde alla massima durata di vita per ogni specie, si concretizza, nella realtà particolare, in un segmento biologico "effettivo" che risulterà più o meno variabile da individuo a individuo a seconda delle differenze genetiche osservabili all'interno della specie stessa ed a seconda della diversa decurtazione operata dai fattori ambientali.

L'eccezione della morte naturale rimane tuttavia possibile, sul piano speculativo, come conseguenza di una qualsiasi perturbazione dell'omeostasi che non configuri una vera e propria entità clinica, pur causando una fatale ed irreparabile perdita di efficienza del sistema organismico. È quanto già ipotizzava, due secoli or sono, Antonio Mandini in un passo del suo trattato su "La Vecchiezza" che ci piace citare, a chiusura di questa esposizione: "La vita quantunque preziosa, ben impiegata, ed utile ad altrui, deve poi finalmente aver termine; e se una qualche malattia acuta, o un colpo di esterna invasione non la tronca d'improvviso, se una lagrimevole consunzione in mezzo alli stenti poco a poco non la infievolisce,ed avvelena, per fisica necessaria indispensabile conseguenza deve anche fuor di malattia reale, e palese, a modo di una fiaccola, che manca d'alimento, grado a grado indebolirsi, placidamente perdere la sua luce, e poi mancare per intiero".

<Torna all'inizio

   
Geragogia.net © - Dott. Giovanni Cristianini - 2001 - 2018