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Breathing disturbances during sleep
as a risk factor in aging persons I disturbi del
respiro nel corso del sonno, come forse non è
ancora sufficientemente noto, possono rappresentare
dei fattori di rischio importanti in molte persone anziane.
Quando infatti tali alterazioni raggiungono i livelli
più severi, l'ipoventilazione che appunto ne
deriva durante il sonno, determina una desaturazione
della ossiemoglobina e, di conseguenza, sonnolenza nelle
ore del giorno. Ma la sindrome è in grado di
rivelare anche aspetti più gravi, addirittura
minacciosi per la vita, come lo studioso può
avere l'opportunità di valutare attraverso la
lettura di questo interessante editoriale di Anna Giulia
Cattaneo. All'interno
Ottimizzazione della comunicazione
fra medico-specialista e paziente:una proposta empirica
Uno degli aspetti che meriterebbero di essere esaminati
con maggiore spirito critico nell'ambito della sanità,
è rappresentato, secondo Irene Richini, dai problemi
che interessano la comunicazione tra medico e paziente.
Tali difficoltà di comprensione riguardano in
modo particolare le prestazioni di tipo specialistico
che, per evidenti motivi, non possono giovarsi di un
rapporto di conoscenza reciproca, generalmente già
consolidato, come avviene di solito tra paziente e medico
di famiglia. Il tema rientra evidentemente nella prassi
geragogica, ma non solo, perché l'educazione
all'invecchiamento, nel prossimo futuro, non potrà
più essere ignorata nella stessa formazione continua
alla professione sanitaria. All'interno
Ambiente e longevità
Vincenzo Marigliano ricorda molto opportunamente, in
questo editoriale, che l'invecchiamento può essere
inteso come una complicata successione di eventi che
conducono, in vario modo, ad una progressiva riduzione
della riserva funzionale nell'organismo umano. E tale
graduale deterioramento deriverebbe dall'alterazione
di un particolare sistema difensivo, definito network
antinvecchiamento, la cui efficienza per converso favorirebbe
la longevità. La sfida della moderna geriatria,
di conseguenza, è quella di rendere possibile
a tutti il raggiungimento di un tale traguardo, che
non può rappresentare soltanto la conquista di
pochi fortunati. All'interno
L'e-learning in ambito riabilitativo
geriatrico L'operatore che si occupa oggi, a qualsiasi
livello, di riabilitazione geriatrica, deve avere ricevuto
e maturato una formazione specifica che gli consenta
di progettare e di effettuare interventi riabilitativi
che siano adeguati al singolo caso clinico e completabili
in tempi appropriati. In altri termini, anche nell'ambito
delle moderne neuroscienze, si tratta sempre di formulare
anzitutto un valido progetto riabilitativo, che sia
in grado di portare ad un sostanziale recupero post-lesionale
nei diversi quadri patologici che si propongono allo
specialista. Ad entrambe queste esigenze è in
grado di provvedere l'e-learning, settore applicativo
della tecnologia informativa che utilizza Internet per
distribuire online contenuti didattici multimediali.
In particolare, nel campo della riabilitazione neuromotoria,
la formazione continua attraverso il mezzo telematico,
come osservano A.Federici e C.Caltagirone in questo
editoriale, garantisce ad anziani e disabili una terapia
riabilitativa mirata, che permette il massimo recupero
possibile delle loro capacità fisiche e cognitive.
All'interno
Sleep disturbances in aging:circadian
clock disruption or altered perception of environmental
light? E' conoscenza comune che i soggetti anziani
sono soliti lamentare spesso gravose alterazioni nella
qualità e nei ritmi del sonno. Lo sanno bene
specialmente i geriatri ed i medici di famiglia i cui
pazienti soffrono molto spesso di sonnolenza diurna,
di frequente insonnia notturna e di risvegli che diventano
sempre più precoci con il progredire dell'età:
situazioni queste che portano fatalmente ad una aumentata
assunzione di farmaci ipnotici. In questo editoriale,
che vuole essere un primo approccio a tale diffuso problema,
Anna Giulia Cattaneo avanza l'ipotesi che l'insonnia
dell'anziano possa solo in parte essere correlata alla
tesi del ritmo circadiano, a cui si suole attribuire
la principale responsabilità in tale particolare
aspetto del processo d'invecchiamento. Potrebbero esservi
coinvolti, infatti, anche i meccanismi periferici della
retina, l'attività dei quali dipende dal ciclo
ambientale di luce e oscurità. All'interno
Teoria del caos:influenze positive
sulla medicina pratica La teoria del Caos, anche
denominata teoria dei sistemi non lineari, fornisce
oggi nuovi strumenti al medico per decodificare processi
complessi come ad esempio la variabilità della
frequenza cardiaca o i tracciati elettroencefalografici.
Eventi imprevedibili in medicina, come le aritmie ventricolari
e le morti cardiache improvvise negli atleti, il decorso
di alcuni tipi di cancro e le oscillazioni nella frequenza
di alcune malattie, possono essere attribuibili alla
teoria del caos. Nell'articolo di Grossi vengono delineate
le basi filosofiche e matematiche della teoria, insieme
ad alcuni recenti esempi di applicazioni sperimentali
desunte dalla letteratura scientifica. All'interno
Obesità : fattore di rischio
anche nell'anziano? In questo apprezzabile editoriale,
Emine Meral Inelmen sottolinea il fatto che le consuete
raccomandazioni indirizzate al controllo del peso corporeo,
devono considerarsi, nella popolazione anziana, ancora
oggetto di dibattito e necessitano inoltre di ulteriori
indagini per diversi motivi, tra cui va incluso anzitutto
l' "obesity paradox". Infatti alla luce dell'effetto
"protettivo" che sovrappeso ed obesità
sembrano dimostrare, in certi casi, proprio nel soggetto
anziano, si dovrebbe valutare prima, con molta cura,
se è sempre opportuno trattare, in tali situazioni,
l'individuo in età avanzata.
All'interno
La stima dell'età biologica:una
sfida in via di risoluzione? La cosiddetta età
biologica è un concetto utilizzato frequentemente
ma in modo spesso vago ed improprio e con scarsa obiettività.
Come si può stabilire l'età biologica
di una persona? Negli ultimi anni tecniche di statistica
avanzata in grado di definire una relazione formale
tra età anagrafica e caratteristiche biologiche
di diretta e possibilmente facile misurazione nell'individuo
quali i comuni esami di laboratorio. Grossi e Cavuto,
autori del presente editoriale, offrono una testimonianza
di come sia possibile affrontare questo arduo problema
partendo da un progetto epidemiologico molto vasto,
svolto presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano,
chiamato REALAB. Nel REALAB e nel REALAGE, algoritmo
matematico ad esso collegato, l'età biologica
risulta intrinsecamente definita come un indice sintetico
dello stato di salute del soggetto espresso in termini
di scarto positivo o negativo dall'età anagrafica,
essendo lo stato di salute quello risultante da uno
specifico set di esami di laboratorio di routine.
All'interno
Successfull ageing o vecchiaia
da rottamare? Le più approfondite conoscenze
acquisite, in questi ultimi tempi, dalla moderna gerontologia
medica hanno permesso di considerare con occhio diverso
l'età adulta tarda, come preferisce definirla
Rita Farneti, in questo suo interessante editoriale.
Tale fase avanzata della vita, infatti, può essere
ancora realmente vissuta in condizioni che possiamo
qualificare "fisiologiche", valere a dire
in uno stato fisico e di benessere soddisfacenti. La
riduzione in tale età dei fattori di rischio
per la salute permette, appunto, di vivere una stagione
della vita migliore e più "felice",
senza obbligare il curante ad un semplice supporto dell'anziano,
già in un contesto patologico e con invecchiamento
secondario All'interno
Come aggirare le difficoltà
di memoria in presenza di diagnosi di MCI Il Mild
Cognitive Impairment ( MCI ) può essere definito,
come si legge in questo editoriale di Erika Talassi,
una situazione di confine tra il normale invecchiamento
e la demenza, e cioè una condizione clinica che
include pazienti con un isolato deficit cognitivo (
generalmente di memoria ) e con uno stato cognitivo
globale normale per l'età. In questi ultimi anni
sono stati descritti, comunque, interventi di riabilitazione
cognitiva che si pongono l'obiettivo di fare in modo
che i pazienti mantengano l'autonomia il più
a lungo possibile e, quindi, rappresentano un valido
supporto nel ritardare un'eventuale conversione in demenza
del Mild Cognitive Impairment.
All'interno
Eye diseases and visual impairment
Tra i deterioramenti sensoriali in grado di ridurre
l'autonomia e la qualità della vita, particolare
importanza riveste il grave declino visivo che di frequente
si presenta nell'anziano. Una tale evenienza richiede
quasi sempre un continuo aiuto in famiglia o, in caso
di impossibilità, il trasferimento del soggetto
disabile in una casa di riposo. Inoltre la minorazione
può essere causa di incidenti e cadute, con gravi
conseguenze sulla fragilità dei soggetti in questione.
Secondo Anna Giulia Cattaneo una sollecita diagnosi
e l'uso appropriato di misure preventive e terapeutiche
non possono assolutamente essere trascurate.
All'interno
Prestazione professionale, performance
e cura. Aspetti terapeutici nella relazione con l'anziano
svantaggiato cognitivamente Questo editoriale di
Rita Farneti prende, in parte, lo spunto dai suoi precedenti
contributi di interesse gerontologico che si rifacevano
a rappresentazioni del processo d'invecchiamento evocate
dalla relazione di aiuto con l'anziano "cognitivamante"
svantaggiato. In questo tipo di lavoro con gli anziani,
non deve mancare mai la consapevolezza, da parte degli
operatori, di sentirsi attori nella "relazione"
e non solo fornitori di una buona prestazione professionale,
in modo da procurare un aiuto soddisfacente al paziente,
evitando quel mortificante paternalismo asettico che
priva il soggetto di qualsiasi benessere psicofisico.
All'interno
Short sleep duration and the risk
for obesity in older people: an urgent need for studies
Secondo Jean - Philippe Chaput e coll. un sonno di breve
durata può associarsi virtualmente con alterazioni
del sistema ormonale in grado di influire sulla regolazione
del bilancio energetico. Considerati i contributi attendibili
che avallano la correlazione esistente tra sonno di
breve durata ed obesità, sia negli adolescenti
che negli adulti, il tempo che viene destinato al sonno
dovrebbe oggi essere valutato come una nuova potenziale
causa di obesità. Per quanto, a detta degli Autori,
siano ancora necessari ulteriori studi che indaghino
sul rapporto tra sonno e peso corporeo nel soggetto
anziano. All'interno
Ormoni anti-aging e invecchiamento:mito
o realtà? Nel presente editoriale di Emine
Meral Inelmen si prende in esame, tra le numerose teorie
dell'invecchiamento, la teoria neuroendocrina che considera
appunto il processo della senescenza come l'espressione
di un progressivo squilibrio funzionale del sistema
endocrino. Se si esamina il comportamento delle secrezioni
ormonali, infatti, si può osservare che i sistemi
maggiormente coinvolti sono quelli preposti alle secrezioni
dell'ovaio, del testicolo, del surrene, della ghiandola
ipofisaria e di quella pineale. Secondo l'Autrice gli
ormoni, cosiddetti "anti-aging", che hanno
suscitato parecchi entusiasmi, si ridurrebbero comunque
a tre soltanto: la melatonina, l'ormone della crescita
(GH) e il deidroepiandrosterone ( DHEA), dei quali appunto
si occupa in questo interessante contributo
All'interno
Metabolic syndrome in aging people:
prevalence, risk assessment, need for treatment and
prevention La sindrome metabolica è una condizione
di alterato metabolismo su basi genetiche, (da non confondersi
con il diabete mellito di tipo II), la diagnosi e la
prevenzione della quale dovrebbero essere impostate
precocemente, anche se una evidente morbilità,
nella maggioranza dei casi, si manifesta generalmente
dopo i 60 anni di età. Si tratta di una malattia
che può essere prevenuta e che può, d'altra
parte, condurre a serie complicazioni cliniche se non
viene trattata in modo adeguato. Anna Giulia Cattaneo
fa presente che i trattamenti con farmaci andrebbero
somministrati sempre con attenzione ed evitati quando
non fossero necessari. All'interno
Il rischio cardiovascolare assoluto
individuale:trappole della stastistica classica e possibili
soluzioni E' un dato acquisito che l'aumentare dell'età
comporta un incremento del rischio cardiovascolare.Ne
deriva che la popolazione anziana, maggiormente soggetta
alla possibilità di gravi eventi in campo cardioangiologico,
può giovarsi oggi in modo particolare di un uso
informato e specifico della medicina preventiva. Di
recente infatti sono stati proposti alla comunità
medica un certo numero di algoritmi per la valutazione
del livello di rischio che ogni singolo individuo presenta
nei confronti di tale patologia.Lo scopo di questo interessante
editoriale di Enzo Grossi è quello di valutare
il vantaggio potenziale offerto, in questo ambito, dalle
nuove opportunità fornite dagli originali approcci
collegati alla intelligenza artificiale.
All'interno
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