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Geriatria e gerontologia
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Geriatria, Geragogia e Gerontologia online.

 
 

Il profilo dello studio leonardesco ci sembra possa rappresentare egregiamente la figura emblematica di questo sito formativo che si propone di ospitare testimonianze e studi sulla prevenzione strategica dell'invecchiamento umano, in una contestuale valutazione sia degli interventi somatopsichici che di quelli sociali e geragogici.

Geragogia.net vuole essere un preciso punto di riferimento ed un'occasione di confronto, oltre che per le popolazioni degli adulti e degli anziani, anche per gli studiosi della senescenza che abbiano peculiari interessi educazionali e vogliano provarsi a delineare nuovi profili esistenziali e prospettive migliori per il vecchio di domani.

In primo piano

Comunicare le “cattive notizie”al paziente anziano neoplastico con prognosi infausta: alla ricerca di costruire una “mutua confidenza”. E’ in particolare un’incombenza che tocca, in modo speciale, al geriatra ed all’oncologo quella di comunicare al paziente la prognosi infausta di malattia. E’ quanto vuole rimarcare Emine Meral Inelmen in questo suo interessante editoriale, anche se deve riconoscere che tale compito costituisce una pratica ingrata che spetta, in diversa misura, alla gran parte dei medici in generale. Anche per tale ragione il rapporto tra medico e paziente dovrebbe costituire la parte essenziale nella evoluzione di una formazione clinica. All'interno

Il tormento di doversi separare e la difficoltà di lasciarsi Fare il vero interesse del malato anziano affetto da demenza, sostiene Rita Farneti, vuol dire anzitutto promuovere il comfort del suo corpo sofferente, specie quando il paziente sia in stato avanzato e prossimo a concludere l'esistenza. In tale situazione,infatti, la possibilità del soggetto di mantenere qualche relazione con la famiglia o con altri, rimane limitata al solo rapporto corporale e quindi appare giustificato, soprattutto, portare sollievo fisico a chi si trova in tale contingenza. All'interno

Perché invecchiamo? E'noto che sono state avanzate numerose ipotesi al fine di spiegare il processo dell'invecchiamento, sono teorie che vanno dai mutamenti nell'espressione genica fino alle tesi immunologiche e metaboliche. L'aging è un processo complesso, quindi, sicuramente dovuto a diversi fattori in grado di sommarsi a svariati livelli. Ne consegue che le variazioni molecolari realizzatesi in corso di senescenza , sia pure fisiologica, portano ad alterazioni cellulari che provocano l'invecchiamento degli organi interessati. All'interno

Il dolore nel paziente anziano affetto da demenza: un problema in cerca di soluzione Il dolore, osserva l'editorialista Emine Meral Inelmen, può definirsi genericamente come una qualunque sensazione soggettiva di sofferenza, sia che venga provocata da un male fisico o da turbe psichiche di varia natura. La valutazione della condizione dolorosa si basa in genere sulla comunicazione da parte del soggetto che ne è afflitto, ragguaglio questo che purtroppo viene spesso a mancare con l'aggravarsi del declino cognitivo. Ne consegue che la qualità della vita nei pazienti anziani, specie se affetti da demenza, subisce per tale motivo una compromissione ulteriore. All'interno

Exercise and elderly: not only for healty seniors
La qualità della vita nei soggetti anziani, anche in vario stato di salute, si correla a diversi fattori fisici e psicologici, tanto che ormai è opinione comune che l'esercizio motorio e le attività sociali in genere possono migliorare notevolmente il trend dell'esistenza e di ogni processo biologico involutivo che segue all'età matura. All'interno

Importanza della geragogia in un'Italia sempre più vecchia Il progressivo incremento della durata media della vita è il fenomeno demografico di maggiore interesse degli ultimi decenni. L'aspettativa di vita alla nascita,che in Italia era intorno ai 50 anni nel 1921,di 73.1 anni nel 1980, è attualmente di 79.1 anni per gli uomini e di 84.3 per le donne. All'interno

The telemedicine in geriatric care: updating the progresses usefulness L' espressione di"telemedicina" è una locuzione recente che viene usata per indicare la trasmissione di informazioni riguardanti la salute dei pazienti tramite l'uso di mezzi elettronici. In questo campo nuove tecnologie sono oggi disponibili, altre ancora in corso di studio, ed il loro utilizzo appare in certi casi di particolare interesse geriatrico. All'interno

L'invecchiamento visto come perdita di complessità biologica L'Autore di questo interessante editoriale, Enzo Grossi, argomenta nel corso della Sua esposizione che"l'invecchiamento in generale è caratterizzato da una perdita diffusa della complessità nelle dinamiche che regolano le funzioni fisiologiche" aggiungendo inoltre che "la patologia accentua questo fenomeno anticipando tale perdita di complessità rispetto all'età anagrafica". La domanda che a questo punto si pone alla nostra attenzione, come si è imposta agli studiosi di varie scuole, riguarda in particolare l'occorrenza o meno di una morte per sola vecchiaia sul piano del riscontro pratico, più che su quello speculativo, in relazione al succitato deficit di "complessità". Sul piano statistico, infatti, l'incidenza della morte per sola senectus, o morte naturale, è del tutto trascurabile, per cui l'uomo d'oggi muore sì in una vecchiaia più avanzata, ma non di sola vecchiaia, dato che l'aumento della morbilità generale accentua la menzionata perdita di complessità, già dovuta in parte all'invecchiamento fisiologico. All'interno

La sapienza dei vecchi In questo conciso ed interessante editoriale di Luigi e Matteo Grezzana si prospetta al lettore il vantaggio dell'esperienza e della maturità che appartengono ai nostri vecchi, forse meno istruiti e colti di noi, ma sicuramente più sapienti e con tanto buon senso nell'affrontare i numerosi problemi dell'esistenza. L'invito che ci viene rivolto è quello di tenere sempre presenti gli insegnamenti delle persone anziane, la loro mitezza e tolleranza, lo spirito di sacrificio e la sobrietà, quali necessarie scelte di vita in questa nostra civiltà dei consumi che spesso non ha ritegno, né aspirazioni, né prospettive future. La mente del vecchio ha già fatto un suo percorso di conoscenza e può, quindi, cogliere meglio i significati del mondo reale ed acquisire quella saggezza che dà sapore all'essere in quanto ne rivela il senso più profondo. All'interno

New insight in medicine: can the rejuvenation of knowledge be useful for the older patient? Negli ultimi anni sono comparsi nel campo delle scienze biomediche svariati procedimenti innovativi che si fondano sulla nanotecnologia, locuzione con cui si intende lo studio di manipolazione della materia su scale atomiche e molecolari. Le nanoscienze in generale, tra cui la nanomedicina, costituiscono il punto di convergenza di settori diversi di studio e rappresentano una realtà ormai consolidata nell’ambito della ricerca. I risultati ottenuti si sono infatti dimostrati preziosi ed efficaci per un miglioramento delle cure nell’anziano, in particolare, e si rivelano pertanto destinati soprattutto alle patologie che si registrano nei dipartimenti geriatrici. All'interno

Parkinson's Disease in the elderly: an example of Geriatric Syndrome? La cosiddetta sindrome dell' "anziano fragile" deve considerarsi un'entità clinica complessa, per la quale in letteratrura sono state proposte molte possibili definizioni differenti e spesso fra di loro contrastanti .La descrizione medica di "fragilità" raramente può essere fornita da un singolo sistema alterato, dato che il più delle volte sistemi multipli e diversi sono di fatto coinvolti. A questo proposito gli Autori del presente editoriale hanno proposto a modello il morbo di Parkinson che, per la sua complessità di manifestazioni cliniche, potrebbe essere considerato come un prototipo per meglio comprendere la patogenesi della fragilità e della disabilità fisica nelle persone anziane. All'interno

The non pharmacological treatment of cognitive impairment in older subjects Uno studio di recente pubblicazione compendia i risultati di un vasto piano multicentrico, impostato per valutare e standardizzare la terapia non farmacologica della malattia di Alzheimer. L'approccio spazia dall'esercizio cognitivo alla musicoterapia, dal massaggio riabilitativo alle stimolazioni elettriche transcutanee, a seconda che si punti a migliorare il tono dell'umore o che si miri a ricuperare alcune capacità fisiche. Il riacquisto di funzioni compromesse e l'apprendimernto di nuove attività potenziano l'autostima, preservano le facoltà intellettuali e mostrano anche un'influenza positiva sul mantenimento delle relazioni sociali. All'interno

Non aver paura dell'età che avanza Giacché l'allungamento della vita umana è un dato ormai accertato, ne deriva di conseguenza che la popolazione degli anziani, sempre più numerosa, rappresenti un impegno viepiù saliente sia sul versante sociale che su quello sanitario. Va osservato, comunque, secondo l'Autrice del presente editoriale, come usualmente si soglia riservare una notevole priorità ai bisogni fisici del vecchio e si abbia invece una minore considerazione per quelli di natura psicologica. Non è facile infatti riuscire sempre a fare una distinzione fra patologia dell'invecchiamento e l'invecchiamento stesso, vale a dire fra senescenza fisiologica e patologica. Operare questa delicata discriminazione è un compito alquanto arduo che compete al medico gerontologo. All'interno

Significato di alcuni fattori di rischio nel grande vecchio In questo editoriale vengono ponderati e stimati il ruolo e il valore di alcuni fattori di rischio riguardanti in generale il soggetto anziano, con particolare interesse ed attenzione alle contingenze del "grande vecchio". Fra i cosiddetti fattori tradizionali risultano in particolare sottoposti ad esame critico, ovviamente, quelli relativi alla malattia arteriosclerotica ( ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete mellito ), senza peraltro che siano dimenticate le crisi ipotensive iatrogene, l'ipotensione ortostatica del Parkinsoniano, oltre a numerose altre evenienze come la malnutrizione, il ricovero ospedaliero ed imprevisti connessi, l'abuso farmacologico e le possibili reazioni avverse. All'interno

Nutrizione e calo ponderale nella demenza di Alzheimer:una interazione complessa
Vari Autori, da tempo, avevano avuto modo di riscontrare in un'alta percentuale di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer, "un calo ponderale non intenzionale" ed uno stato di malnutrizione con conseguente modificazione della composizione corporea. E' questo un tema che, nel campo della letteratura specializzata, rimane ancora aperto alla discussione, al fine di stabilire se il calo ponderale in questione debba considerarsi un evento causale o, piuttosto, una conseguenza di tale malattia. Secondo gli Autori del presente editoriale il calo ponderale in discussione, comunque venga valutato, risulta strettamente associato alla fisiopatologia di questa demenza presenile. All'interno

Assessing the frailty in aging Il processo d'invecchiamento, che solo in casi eccezionali mantiene un suo decorso fisiologico sino al termine, deve considerarsi in generale come la progressione del soggetto da una sana ed efficiente giovinezza ad una condizione di fragilità senile, caratterizzata dalla presenza di svariate contingenze avverse in ambito premorboso. Tale evenienza è così diffusa che il riscontro di un eccellente livello di salute nell'età avanzata deve considerarsi come una fortunata eccezione, in una casistica dove la prevalenza è largamente di segno opposto. Recenti studi, riferisce Anna Giulia Cattaneo, sono stati intrapresi per focalizzare, a questo proposito, un indice di fragilità collegato all'invecchiamento, in grado di rapportarsi con valore predittivo all'incidenza di morbilità e mortalità. All'interno

Il declino anabolico nell' "aging male" visto come sovvertimento dell'equilibrio ormonale ( "Disruption of Syncrinology" ) La caduta della concentrazione ematica degli ormoni anabolizzanti occupa senza dubbio una posizione di primo piano tra i vari movimenti ormonali che si verificano nel soggetto umano con il progredire dell'età. Le evenienze cliniche che conseguono a tale deficit anabolico comprendono, fra le più note, la sarcopenia, l'osteopenia e l'osteoporosi, la miocardiopatia involutiva e, come è noto, anche talune turbe della neurotrasmissione e del trofismo nervoso. Tali situazioni poi intervengono, come rimarca Giorgio Valenti, nel condizionare il processo della senescenza, che può venire in parte favorito ed anche accelerato, attraverso la incentivazione della disautonomia e, in parte, della morbilità stessa, situazioni che portano infine al noto quadro della cosiddetta "fragilità senile". Le stesse considerazioni, in un breve richiamo, vengono avanzate per gli ormoni ad azione catabolizzante, dato che, con il trascorrere degli anni, si verifica in entrambi i sessi un incremento di cortisolo e degli ormoni tiroidei, che in tale occorrenza possono compromettere l'equilibrio metabolico, al pari di quanto osservato per gli ormoni anabolici. A questo proposito si raccomanda agli interessati di tenere presente che gli ormoni ad effetto anabolico e catabolico, come è ovvio, agiscono in maniera simultanea, per cui le varie manifestazioni cliniche di ogni caso vanno sempre considerate come il risultato di una "sommatoria matematica" dei due diversi impulsi ormonali. All'interno

Cultura e benessere soggettivo individuale: un ruolo centrale In questo editoriale viene affrontato il nuovo e interessante tema che concerne l'impatto della cultura in campo psico-sociale ed economico e, di conseguenza, l'effetto che la cultura stessa può manifestare indirettamente sulla longevità e sul benessere del soggetto in generale. Gli Autori del presente articolo, Enzo Grossi e Pierluigi Sacco, oltre a menzionare diversi studi stranieri sul tema proposto, fanno particolare riferimento ad una recente ricerca italiana a proposito della relazione esistente tra "consumo culturale" e benessere psicologico del singolo individuo. In tale studio i risultati preliminari ottenuti confermano pienamente che buoni livelli di consumo culturale, nei suoi diversi generi, si associano ad elevati valori di benessere psicologico, dimostrando che l'utilizzo di stimoli culturali svolge un ruolo decisivo nel migliorare la qualità della vita. Questa tendenza è particolarmente evidente nel soggetto anziano, nel quale la co-morbidità, per sua natura, tende già a ridurre il senso di benessere percepito. All'interno

Clinical errors in geriatrics: a neglected issue Quantunque l'errore medico rappresenti una responsabilità non indifferente nel campo della salute pubblica, invece di studiarne le cause e di impostarne una adeguata prevenzione, noi spesso siamo soliti minimizzare tale problema. Gli Autori del presente editoriale, a questo proposito, sono dell'opinione che è troppo facile accettare l'eventualità di alcuni errori medici come l'inevitabile conseguenza delle cure sempre più complesse alle quali è sottoposto il paziente odierno, piuttosto che analizzare a fondo le cause dell'errore occorso. All'interno

Sulla sofferenza Prendendo lo spunto da una evidente solitudine dell'uomo moderno, gli Autori del presente editoriale mettono in evidenza che l'uomo "solo" di oggi, pur riuscendo a combattere le cause di molteplici malattie, non riesce a mitigare la sofferenza ed il patimento che queste comportano. Nonostante le grandi conquiste della medicina numerosi sono ancora gli interrogativi non evasi, fra i quali in primo piano vanno posti il dolore e la morte. Con queste realtà, infatti, ci si confronta ogni giorno e la risposta non può certamente essere data dalla eutanasia e neppure dall'accanimento terapeutico. All'interno

APOE epsilon 4 gene as an early molecular of the late-onset Alzheimer's disease (LOAD): an update of literature 2008-2009 La biologia molecolare, secondo Anna Giulia Cattaneo, può fornire
preziosi strumenti in grado di consentire una diversa interpretazione di alcune patologie sino a questo momento poco conosciute, tra cui anche la malattia di Alzheimer. I risultati sinora registrati, comunque, sono a questo punto ancora contrastanti, a causa soprattutto degli inadeguati metodi di ricerca impiegati. Criteri più uniformi di studio ed una maggiore coordinazione in campo mondiale potrebbero essere di aiuto per migliorare l'impatto di questo tipo di ricerca nei vari settori clinici e per accelerare il progredire delle conoscenze in materia. All'interno

Disturbi cognitivi e Medicina Nucleare Uno dei fenomeni epidemiologici più significativi della società occidentale contemporanea è rappresentato non solo dalla maggiore durata della vita umana, ma soprattutto dal cospicuo aumento del numero di soggetti che raggiungono l'età più avanzata. Una conseguenza diretta che deriva da tale fenomeno è l'aumento della possibilità di presentare, nell'età anziana, una malattia neuro-degenerativa di tipo progressivo, il cui aspetto più evidente è costituito dal declino cognitivo. Si prospetta pertanto la necessità d'impostare una precoce diagnosi differenziale, come spiega Susanna Nuvoli nel presente editoriale, tra il fisiologico invecchiamento cerebrale ed una determinata e specifica condizione patologica. L'utilizzo del neuroimaging, infatti, permette di valutare in modo razionale, nel paziente senile, le alterazioni strutturali e funzionali che sono tipiche di una particolare patologia. All'interno

New insight on sarcopenia La perdita di massa e di forza da parte del muscolo scheletrico può essere osservata di frequente a tutte le età, potendo essa manifestarsi come conseguenza di vari eventi morbosi e della prolungata inattività che ne può conseguire, come succede, ad esempio, a seguito di fratture ossee, lesioni nervose e malattie invalidanti in generale. Come è noto però una siffatta eventualità si verifica con notevole frequenza e gravità nella grande maggioranza delle persone anziane, anche quando si trovino ancora in uno stato di salute discretamente buono. E' risaputo pure che il termine "sarcopenia" venne introdotto per significare, appunto, la condizione suddetta, nella quale è stata descritta una specifica mancanza di miofibre del tipo II e delle relative cellule satelliti. Il ruolo fondamentale che tali cellule avrebbero anche nel recupero della funzione muscolare scheletrica dell'anziano viene infatti inquadrato, da Anna Giulia Cattaneo, nel prosieguo della presente nota. All'interno

La ragnatela della vecchiaia Con questo breve ed incisivo contributo, Rita Farneti prende in considerazione la dolorosa e progressiva emarginazione alla quale, purtroppo, la persona anziana deve ancora piegarsi nella nostra realtà sociale, in cui la vecchiaia è spesso vista soltanto come una condizione improduttiva e spiacevole. Il senescente, in sostanza, viene generalmente sottovalutato e costretto a sopportare i preconcetti negativi che buona parte del contesto ambientale nutre nei suoi riguardi. In breve secondo l'Autrice diventa indispensabile, di conseguenza, che nell'ambito sociale si impari a stabilire una vera ed utile relazione con il soggetto anziano, in modo tale da consolidare il rapporto umano con la persona che invecchia, aiutandola in tutti i modi a continuare la propria vita senza smarrimenti e con minore senso di sconfitta. All'interno

La delineazione dello spartiacque: la futura sfida della medicina predittiva In questo originale lavoro Enzo Grossi usa il concetto di "spartiacque", proprio nel senso di linea displuviale, vale a dire come una metafora del prospetto riguardante i concetti di salute e malattia. Ne consegue che nel panorama medico si potrebbe pensare, sempre in senso figurato, al luogo di una sorgente come all'equivalente del patrimonio genetico umano, al fiume che ne deriva come al decorso della vita ed al mare come all'esito della stessa, qualunque esso possa essere. Restando nel discorso traslato, allora, l'obiettivo della medicina predittiva, secondo l'Autore, sarebbe quello di prevedere quale potrebbe essere la direzione del fiume, sulla base del luogo da cui scaturisce la sorgente e secondo i dati ecologici di un determinato bacino idrografico, vale a dire, in sostanza, sulla scorta degli elementi ambientali disponibili. All'interno

Medicina anti-ageing: una nuova frontiera medica e sociale L'impostazione del presente editoriale, per certi aspetti singolare ed alquanto divulgativa, è nella sostanza apertamente critica nei confronti di certa medicina anti-ageing, di cui ci viene proposta dagli Autori una rassegna della letteratura, che non appare certo favorevole nei confronti di un tale indirizzo di prevenzione gerontologica. Luigi G. e Matteo Grezzana preferiscono raccomandare ai colleghi geriatri i suggerimenti noti da tempo e che si limitano a favorire, oltre agli impegni creativi e sociali, soprattutto l'esercizio fisico costante ed una corretta alimentazione, allo scopo di combattere il sovrappeso e l'obesità. All'interno

The diabetic foot Le complicazioni del diabete mellito di tipo II, conferma Anna Giulia Cattaneo, non dovrebbero mai essere considerate come una sorte inevitabile nel corso dell'età anziana, ma piuttosto una conseguenza dovuta a fattori di rischio supplementari, quali ad esempio il danno ischemico agli arti inferiori, tra i diversi altri. Come pure dovrebbe sempre essere tenuta presente, per una diagnosi precoce, la possibile concomitanza di una neuropatia diabetica ( periferica o autonomica), per l'influenza peggiorativa che questa dimostra, tra l'altro, sulla evoluzione delle varie lesioni ulcerative. All'interno

Treatment of postprandial hyperglycemia with acarbose, to reduce the incidence of cardiovascular events in the elderly Nel presente editoriale l'Autore, Federico Cacciapuoti, puntualizza in modo conciso ed efficace l'utilità di una terapia giornaliera a base di acarbose allo scopo di ridurre la progressione aterosclerotica e la incidenza degli eventi cardiovascolari agevolati, nel soggetto anziano, dalla iperglicemia postprandiale. Il trattamento andrebbe riservato agli individui ultrasessantacinquenni, anche senza un diabete mellito manifesto, dopo l'esecuzione di un test di tolleranza al glucosio che dimostri una condizione metabolica alterata, pur con una glicemia a digiuno non ancora inquadrabile nel range diabetico. All'interno

La fragilidad de la mujer postmenopáusica pobre Le condizioni di indigenza costituiscono un problema di enorme rilievo sia dal punto di vista sociale che da quello sanitario: In altre parole la povertà, come ben dimostrano i dati bibliografici riportati dagli Autori, deve considerarsi uno dei principali fattori di rischio per la salute in tutte le parti del mondo, compresa la società occidentale nella quale viviamo. E ciò avviene perché l'indigenza in generale, oltre che con l'età anziana e con il sesso femminile, si correla anche con determinate abitudini e particolari stili di vita che si sono dimostrati pregiudizievoli per lo stato di benessere dell'organismo umano. Il riferimento riguarda soprattutto il consumo alcolico, quello di tabacco e il sedentarismo, oltre ad alcune peculiari infermità come, ad esempio, le malattie infettive, l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'osteoporosi. All'interno

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