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Probabilmente tra le modificazioni strutturali e funzionali
che caratterizzano l'invecchiamento dell'organismo quelle
a carico dell'apparato digerente, ad esempio, condizionano
in modo errato alcune scelte alimentari dell'anziano indirizzandole
verso il consumo di alimenti considerati di facile digestione,
ma spesso gravemente carenziati. Alle alterazioni causate
dalla senilizzazione organismica vanno aggiunti, nel condizionamento
alimentare del vecchio, anche fattori di ordine psicologico
e sociale che comprendono abitudini alimentari irrazionali
ed inveterate, il ridotto potere economico e, soprattutto,
una disinformazione alimentare ancora oggi troppo diffusa
in età geriatrica.
Anche l'educazione alimentare, pertanto, rientra con pieno
diritto nella formazione geragogica degli adulti ancora in
età professionale e non deve risultare soltanto una forma
di attività culturale riservata a gruppi ristretti di specialisti
e ricercatori. Attraverso gli strumenti della lifelong education,
di cui l'educazione dell'adulto è parte fondamentale, una'idonea
dottrina nutrizionale deve diffondere ad un gruppo sempre
più vasto, alla massa della popolazione, cioè, i temi fondamentali
di una nuova dietetica antisenile che sgomberi il campo dai
molti pregiudizi e segua lo stesso rigore scientifico con
cui sono affrontati gli altri aspetti della prevenzione medica.
Non va tuttavia dimenticato, nella definizione dei rapporti
tra educazione e prevenzione in generale, che un miglioramento
delle conoscenze in un dato campo non comporta necessariamente
un cambiamento rapido e radicale delle abitudini errate. Spesso
il geragogista si pone obbiettivi piuttosto ardui, e talora
anche utopistici, che non possono essere raggiunti in tempi
brevi in quanto la modifica della condotta dell'uomo adulto
e delle sue abitudini, che spesso hanno profonde radici nella
personalità e nella tradizione, è un processo difficile e
graduale, che richiede messaggi ripetuti e protratti nel tempo.
L'educazione, comunque, deve proporsi di ottenere un cambiamento
non solo delle conoscenze, ma anche della condotta e quindi
degli atteggiamenti umani nei confronti dei problemi relativi
alla salute e all'invecchiamento, per trasformarsi così da
intervento meramente geragogico in efficace azione preventiva.
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