Geriatria e gerontologia
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Presentazione
Una premessa
L'invecchiamento
Tempo libero e solitudine
Geragogia
Alimentazione
Alcolismo
Alcol e invecchiamento cerebrale
Attività fisica
   
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Study of an old Man's Profile - Galleria degli Uffizi - Firenze
editoriale  

Abbiamo preferito un termine tipicamente giornalistico per definire l'articolo che periodicamente desideriamo ospitare in questa rubrica perché, come tutti gli editoriali, si propone di affrontare problemi di attualità che impegnano anche l'orientamento e le scelte direzionali.

Il fine di tali interventi dovrebbe essere quello di approfondire e divulgare gli studi geragogici per sopperire alle gravi carenze pedagogiche in campo gerontologico e per contribuire, in qualche modo, a porre le basi di una futura trattatistica.

Per ora si presenta, in questa rassegna, come una sorta di articolo di fondo che però viene sempre pubblicato con la firma dell'autore.

Providing sexual awareness to older adults to enhance their sexuality in later life: breaking down taboos
Lo scopo che si propone il presente editoriale è quello di valutare i motivi per cui la sessualità nei soggetti in età avanzata sia spesso misconosciuta, male interpretata o volutamente ignorata. Informazioni idonee in tale ambito sono senz'altro in grado di giocare un ruolo fondamentale " nel disperdere le molte leggende che adombrano ogni argomento sessuale in periodo anziano". Ci sono parecchi limiti, quindi, ad uno studio sull'erotismo dell'anziano, per quanto una metodologia adeguata possa ridurre notevolmente la loro influenza. All'interno

Abuse and neglect of aged people in aging world population
L'incuria e l'abbandono a cui spesso soggiace la popolazione anziana in diverse nazioni del mondo, rappresenta indubbiamente un grave atto illecito che seriamente affligge lo stato di benessere dei soggetti più deboli, come anche quello dell'intera società. E' infatti un comportamento che non solo riduce il prestigio sociale, ma obbliga anche a interventi costosi ed alla assistenza curativa per rimediare al danno che ne deriva. L'invecchiamento della cittadinanza esige un intervento coordinato, decisivo ed
equilibrato, a livello sociale e culturale, operazione che si presenta sempre come ineluttabile ed urgente. All'interno

Hypovitaminosis and aging Il fabbisogno di vitamine a dosaggi ottimali nella popolazione anziana meriterebbe di essere studiato con maggiore attenzione. Secondo l'Autrice del presente editoriale, infatti, sarebbero necessarie in campo nutrizionale linee guida più adeguate all'educazione di questi soggetti nella scelta degli alimenti.
Invece di cibi poveri di calorie andrebbero preferiti alimenti più ricchi di sostanze nutrienti che garantiscano un'assunzione vitaminica che osservi i livelli raccomandati. Una tale integrazione alimentare deve considerarsi particolarmente necessaria negli individui in età avanzata, anche quando si presentino all'apparenza in buona salute, per assicurare loro l'indispensabile assunzione dei micronutrienti necessari. All'interno

The role of cerebral insulin resistance in progression of Alzheimer dementia Nell’aprile prossimo avrà luogo a New York, indetto dall’Accademia delle Scienze, un interessante simposio con lo scopo di fare il punto sull’avvincente ipotesi che riguarda il rapporto tra resistenza insulinica e demenza di Alzheimer. Il dato epidemiologico di un rischio quasi doppio di sviluppare un Alzheimer, nei soggetti affetti da diabete tipo 2, fu il primo avvertimento della possibile interferenza tra queste due forme morbose, apparentemente distinte. All'interno

L'approccio con la morte e col morente. Riflessioni sul contributo del caregiver La capacità di compartecipazione e l'idoneità nell'approccio terapeutico ed emotivo con il soggetto al termine della propria esperienza di vita, è una modalità che impegna integralmente l'operatore sanitario nella sua relazione col morente. Secondo Rita Farneti la competenza nelle cure mediche ed assistenziali, da parte dell'operatore, è in grado di offrire sollievo e conforto a chi soffre ed evita anche, per quanto possibile, il disagio nei rapporti con chi è prossimo alla fine. All'interno

Dieta mediterranea, salute e longevità La dieta mediterranea rappresenta un modello alimentare che è stato studiato scientificamente soprattutto per merito dello scienziato statunitense Ancel Keys ed i cui risultati sono stati confermati anche da numerose altre ricerche, che ne hanno dimostrato l'utilità nella prevenzione non solo delle malattie cardiovascolari, ma anche dei tumori, della demenza di Alzheimer, della malattia di Parkinson e della sindrome metabolica. Gli alimenti principali della dieta mediterranea sono rappresentati dai cereali, dalla frutta fresca e secca, dalle verdure e dagli ortaggi ricchi di fibre e di sostanza antiossidanti, dall'olio extravergine di oliva, dal latte e dai derivati. Questi alimenti, insieme al pane ed alla pasta, vanno consumati giornalmente, mentre più volte alla settimana vanno invece utilizzati i legumi, il pesce, le carni bianche e le uova. La carne rossa va assunta non più di una volta alla settimana e così pure i dolci. Il vino. preferibilmente rosso, ricco di resveratrolo, può essere assunto in quantità moderata (non più di due bicchieri al giorno). Va sottolineato infine che nella dieta mediterranea non ci sono alimenti proibiti in assoluto, ma soltanto cibi che vanno assunti più o meno spesso. All'interno

Taste loss in aging : consequences on health status and treatment In questo articolo di Emine Meral Inelmen si vuole sottolineare come la perdita del gusto, uno dei cinque sensi umani, possa nell'anziano abbassare la qualità della vita e portare inoltre, attraverso una nutrizione povera e malsana, ad un calo ponderale che, in molti casi, non risulta salutare. Qualsiasi variazione nell'assunzione nutritiva, infatti, può condurre il vecchio ad uno stato di malnutrizione con potenziali, serie conseguenze. All'interno

L’esposomica: un approccio potente per valutare le esposizioni ambientali e la loro influenza sulle malattie umane L’esposomica raffigura una nuova materia d’insegnamento e di studio, che si propone di chiarire le cause ambientali delle malattie umane in genere, mediante un’accurata misurazione, direttamente nell’organismo umano, della sua esposizione alle sostanze inquinanti stesse. La disciplina suddetta si presenta oggi, più che la biologia genetica, come un approccio basilare per l’interpretazione di numerosi stati morbosi e, in particolare,della patologia cronica degenerativa correlata alla senescenza. All'interno

Defining human aging La definizione dell'invecchiamento in persone sane, vale a dire lo studio dell'insenilimento fisiologico, rappresenta un ambito d'interesse non solo per la disciplina geriatrica, ma anche per la medicina legale e per le varie scienze demografiche ed economiche. Per desumere però dati aventi significato statistico negli individui umani, secondo Anna Giulia Cattaneo, l'osservazione dovrebbe seguire una popolazione abbastanza vasta da permettere il rilevamento di siffatti valori biometrici. All'interno

L'impatto dell'ambiente e dell'arte sui pazienti anziani in una struttura sanitaria Nei paragrafi di questo interessante testo l'Autore mette in chiara evidenza l'influsso che l'ambientazione può dimostrare sul recupero psicofisico da parte dei pazienti anziani in regime di ricovero. Una struttura medica scadente risulta spesso sfavorevole al benessere dell'infermo e tende ad accentuarne l'ansia, l'ipertensione ed un maggiore impiego di farmaci antalgici. All'interno

Comunicare le “cattive notizie”al paziente anziano neoplastico con prognosi infausta: alla ricerca di costruire una “mutua confidenza”. E’ in particolare un’incombenza che tocca, in modo speciale, al geriatra ed all’oncologo quella di comunicare al paziente la prognosi infausta di malattia. E’ quanto vuole rimarcare Emine Meral Inelmen in questo suo interessante editoriale, anche se deve riconoscere che tale compito costituisce una pratica ingrata che spetta, in diversa misura, alla gran parte dei medici in generale. Anche per tale ragione il rapporto tra medico e paziente dovrebbe costituire la parte essenziale nella evoluzione di una formazione clinica. All'interno

Il tormento di doversi separare e la difficoltà di lasciarsi Fare il vero interesse del malato anziano affetto da demenza, sostiene Rita Farneti, vuol dire anzitutto promuovere il comfort del suo corpo sofferente, specie quando il paziente sia in stato avanzato e prossimo a concludere l'esistenza. In tale situazione,infatti, la possibilità del soggetto di mantenere qualche relazione con la famiglia o con altri, rimane limitata al solo rapporto corporale e quindi appare giustificato, soprattutto, portare sollievo fisico a chi si trova in tale contingenza. All'interno

Perché invecchiamo? E'noto che sono state avanzate numerose ipotesi al fine di spiegare il processo dell'invecchiamento, sono teorie che vanno dai mutamenti nell'espressione genica fino alle tesi immunologiche e metaboliche. L'aging è un processo complesso, quindi, sicuramente dovuto a diversi fattori in grado di sommarsi a svariati livelli. Ne consegue che le variazioni molecolari realizzatesi in corso di senescenza , sia pure fisiologica, portano ad alterazioni cellulari che provocano l'invecchiamento degli organi interessati. All'interno

Il dolore nel paziente anziano affetto da demenza: un problema in cerca di soluzione Il dolore, osserva l'editorialista Emine Meral Inelmen, può definirsi genericamente come una qualunque sensazione soggettiva di sofferenza, sia che venga provocata da un male fisico o da turbe psichiche di varia natura. La valutazione della condizione dolorosa si basa in genere sulla comunicazione da parte del soggetto che ne è afflitto, ragguaglio questo che purtroppo viene spesso a mancare con l'aggravarsi del declino cognitivo. Ne consegue che la qualità della vita nei pazienti anziani, specie se affetti da demenza, subisce per tale motivo una compromissione ulteriore. All'interno

Exercise and elderly: not only for healty seniors
La qualità della vita nei soggetti anziani, anche in vario stato di salute, si correla a diversi fattori fisici e psicologici, tanto che ormai è opinione comune che l'esercizio motorio e le attività sociali in genere possono migliorare notevolmente il trend dell'esistenza e di ogni processo biologico involutivo che segue all'età matura. All'interno

Importanza della geragogia in un'Italia sempre più vecchia Il progressivo incremento della durata media della vita è il fenomeno demografico di maggiore interesse degli ultimi decenni. L'aspettativa di vita alla nascita,che in Italia era intorno ai 50 anni nel 1921,di 73.1 anni nel 1980, è attualmente di 79.1 anni per gli uomini e di 84.3 per le donne. All'interno

The telemedicine in geriatric care: updating the progresses usefulness L' espressione di"telemedicina" è una locuzione recente che viene usata per indicare la trasmissione di informazioni riguardanti la salute dei pazienti tramite l'uso di mezzi elettronici. In questo campo nuove tecnologie sono oggi disponibili, altre ancora in corso di studio, ed il loro utilizzo appare in certi casi di particolare interesse geriatrico. All'interno

L'invecchiamento visto come perdita di complessità biologica L'Autore di questo interessante editoriale, Enzo Grossi, argomenta nel corso della Sua esposizione che"l'invecchiamento in generale è caratterizzato da una perdita diffusa della complessità nelle dinamiche che regolano le funzioni fisiologiche" aggiungendo inoltre che "la patologia accentua questo fenomeno anticipando tale perdita di complessità rispetto all'età anagrafica". La domanda che a questo punto si pone alla nostra attenzione, come si è imposta agli studiosi di varie scuole, riguarda in particolare l'occorrenza o meno di una morte per sola vecchiaia sul piano del riscontro pratico, più che su quello speculativo, in relazione al succitato deficit di "complessità". Sul piano statistico, infatti, l'incidenza della morte per sola senectus, o morte naturale, è del tutto trascurabile, per cui l'uomo d'oggi muore sì in una vecchiaia più avanzata, ma non di sola vecchiaia, dato che l'aumento della morbilità generale accentua la menzionata perdita di complessità, già dovuta in parte all'invecchiamento fisiologico. All'interno

La sapienza dei vecchi In questo conciso ed interessante editoriale di Luigi e Matteo Grezzana si prospetta al lettore il vantaggio dell'esperienza e della maturità che appartengono ai nostri vecchi, forse meno istruiti e colti di noi, ma sicuramente più sapienti e con tanto buon senso nell'affrontare i numerosi problemi dell'esistenza. L'invito che ci viene rivolto è quello di tenere sempre presenti gli insegnamenti delle persone anziane, la loro mitezza e tolleranza, lo spirito di sacrificio e la sobrietà, quali necessarie scelte di vita in questa nostra civiltà dei consumi che spesso non ha ritegno, né aspirazioni, né prospettive future. La mente del vecchio ha già fatto un suo percorso di conoscenza e può, quindi, cogliere meglio i significati del mondo reale ed acquisire quella saggezza che dà sapore all'essere in quanto ne rivela il senso più profondo. All'interno

New insight in medicine: can the rejuvenation of knowledge be useful for the older patient? Negli ultimi anni sono comparsi nel campo delle scienze biomediche svariati procedimenti innovativi che si fondano sulla nanotecnologia, locuzione con cui si intende lo studio di manipolazione della materia su scale atomiche e molecolari. Le nanoscienze in generale, tra cui la nanomedicina, costituiscono il punto di convergenza di settori diversi di studio e rappresentano una realtà ormai consolidata nell’ambito della ricerca. I risultati ottenuti si sono infatti dimostrati preziosi ed efficaci per un miglioramento delle cure nell’anziano, in particolare, e si rivelano pertanto destinati soprattutto alle patologie che si registrano nei dipartimenti geriatrici. All'interno

Parkinson's Disease in the elderly: an example of Geriatric Syndrome? La cosiddetta sindrome dell' "anziano fragile" deve considerarsi un'entità clinica complessa, per la quale in letteratrura sono state proposte molte possibili definizioni differenti e spesso fra di loro contrastanti .La descrizione medica di "fragilità" raramente può essere fornita da un singolo sistema alterato, dato che il più delle volte sistemi multipli e diversi sono di fatto coinvolti. A questo proposito gli Autori del presente editoriale hanno proposto a modello il morbo di Parkinson che, per la sua complessità di manifestazioni cliniche, potrebbe essere considerato come un prototipo per meglio comprendere la patogenesi della fragilità e della disabilità fisica nelle persone anziane. All'interno

The non pharmacological treatment of cognitive impairment in older subjects Uno studio di recente pubblicazione compendia i risultati di un vasto piano multicentrico, impostato per valutare e standardizzare la terapia non farmacologica della malattia di Alzheimer. L'approccio spazia dall'esercizio cognitivo alla musicoterapia, dal massaggio riabilitativo alle stimolazioni elettriche transcutanee, a seconda che si punti a migliorare il tono dell'umore o che si miri a ricuperare alcune capacità fisiche. Il riacquisto di funzioni compromesse e l'apprendimernto di nuove attività potenziano l'autostima, preservano le facoltà intellettuali e mostrano anche un'influenza positiva sul mantenimento delle relazioni sociali. All'interno

Non aver paura dell'età che avanza Giacché l'allungamento della vita umana è un dato ormai accertato, ne deriva di conseguenza che la popolazione degli anziani, sempre più numerosa, rappresenti un impegno viepiù saliente sia sul versante sociale che su quello sanitario. Va osservato, comunque, secondo l'Autrice del presente editoriale, come usualmente si soglia riservare una notevole priorità ai bisogni fisici del vecchio e si abbia invece una minore considerazione per quelli di natura psicologica. Non è facile infatti riuscire sempre a fare una distinzione fra patologia dell'invecchiamento e l'invecchiamento stesso, vale a dire fra senescenza fisiologica e patologica. Operare questa delicata discriminazione è un compito alquanto arduo che compete al medico gerontologo. All'interno

Significato di alcuni fattori di rischio nel grande vecchio In questo editoriale vengono ponderati e stimati il ruolo e il valore di alcuni fattori di rischio riguardanti in generale il soggetto anziano, con particolare interesse ed attenzione alle contingenze del "grande vecchio". Fra i cosiddetti fattori tradizionali risultano in particolare sottoposti ad esame critico, ovviamente, quelli relativi alla malattia arteriosclerotica ( ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete mellito ), senza peraltro che siano dimenticate le crisi ipotensive iatrogene, l'ipotensione ortostatica del Parkinsoniano, oltre a numerose altre evenienze come la malnutrizione, il ricovero ospedaliero ed imprevisti connessi, l'abuso farmacologico e le possibili reazioni avverse. All'interno

Nutrizione e calo ponderale nella demenza di Alzheimer:una interazione complessa
Vari Autori, da tempo, avevano avuto modo di riscontrare in un'alta percentuale di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer, "un calo ponderale non intenzionale" ed uno stato di malnutrizione con conseguente modificazione della composizione corporea. E' questo un tema che, nel campo della letteratura specializzata, rimane ancora aperto alla discussione, al fine di stabilire se il calo ponderale in questione debba considerarsi un evento causale o, piuttosto, una conseguenza di tale malattia. Secondo gli Autori del presente editoriale il calo ponderale in discussione, comunque venga valutato, risulta strettamente associato alla fisiopatologia di questa demenza presenile. All'interno

Assessing the frailty in aging Il processo d'invecchiamento, che solo in casi eccezionali mantiene un suo decorso fisiologico sino al termine, deve considerarsi in generale come la progressione del soggetto da una sana ed efficiente giovinezza ad una condizione di fragilità senile, caratterizzata dalla presenza di svariate contingenze avverse in ambito premorboso. Tale evenienza è così diffusa che il riscontro di un eccellente livello di salute nell'età avanzata deve considerarsi come una fortunata eccezione, in una casistica dove la prevalenza è largamente di segno opposto. Recenti studi, riferisce Anna Giulia Cattaneo, sono stati intrapresi per focalizzare, a questo proposito, un indice di fragilità collegato all'invecchiamento, in grado di rapportarsi con valore predittivo all'incidenza di morbilità e mortalità. All'interno

Il declino anabolico nell' "aging male" visto come sovvertimento dell'equilibrio ormonale ( "Disruption of Syncrinology" ) La caduta della concentrazione ematica degli ormoni anabolizzanti occupa senza dubbio una posizione di primo piano tra i vari movimenti ormonali che si verificano nel soggetto umano con il progredire dell'età. Le evenienze cliniche che conseguono a tale deficit anabolico comprendono, fra le più note, la sarcopenia, l'osteopenia e l'osteoporosi, la miocardiopatia involutiva e, come è noto, anche talune turbe della neurotrasmissione e del trofismo nervoso. Tali situazioni poi intervengono, come rimarca Giorgio Valenti, nel condizionare il processo della senescenza, che può venire in parte favorito ed anche accelerato, attraverso la incentivazione della disautonomia e, in parte, della morbilità stessa, situazioni che portano infine al noto quadro della cosiddetta "fragilità senile". Le stesse considerazioni, in un breve richiamo, vengono avanzate per gli ormoni ad azione catabolizzante, dato che, con il trascorrere degli anni, si verifica in entrambi i sessi un incremento di cortisolo e degli ormoni tiroidei, che in tale occorrenza possono compromettere l'equilibrio metabolico, al pari di quanto osservato per gli ormoni anabolici. A questo proposito si raccomanda agli interessati di tenere presente che gli ormoni ad effetto anabolico e catabolico, come è ovvio, agiscono in maniera simultanea, per cui le varie manifestazioni cliniche di ogni caso vanno sempre considerate come il risultato di una "sommatoria matematica" dei due diversi impulsi ormonali. All'interno

Cultura e benessere soggettivo individuale: un ruolo centrale In questo editoriale viene affrontato il nuovo e interessante tema che concerne l'impatto della cultura in campo psico-sociale ed economico e, di conseguenza, l'effetto che la cultura stessa può manifestare indirettamente sulla longevità e sul benessere del soggetto in generale. Gli Autori del presente articolo, Enzo Grossi e Pierluigi Sacco, oltre a menzionare diversi studi stranieri sul tema proposto, fanno particolare riferimento ad una recente ricerca italiana a proposito della relazione esistente tra "consumo culturale" e benessere psicologico del singolo individuo. In tale studio i risultati preliminari ottenuti confermano pienamente che buoni livelli di consumo culturale, nei suoi diversi generi, si associano ad elevati valori di benessere psicologico, dimostrando che l'utilizzo di stimoli culturali svolge un ruolo decisivo nel migliorare la qualità della vita. Questa tendenza è particolarmente evidente nel soggetto anziano, nel quale la co-morbidità, per sua natura, tende già a ridurre il senso di benessere percepito. All'interno

Clinical errors in geriatrics: a neglected issue Quantunque l'errore medico rappresenti una responsabilità non indifferente nel campo della salute pubblica, invece di studiarne le cause e di impostarne una adeguata prevenzione, noi spesso siamo soliti minimizzare tale problema. Gli Autori del presente editoriale, a questo proposito, sono dell'opinione che è troppo facile accettare l'eventualità di alcuni errori medici come l'inevitabile conseguenza delle cure sempre più complesse alle quali è sottoposto il paziente odierno, piuttosto che analizzare a fondo le cause dell'errore occorso. All'interno

Sulla sofferenza Prendendo lo spunto da una evidente solitudine dell'uomo moderno, gli Autori del presente editoriale mettono in evidenza che l'uomo "solo" di oggi, pur riuscendo a combattere le cause di molteplici malattie, non riesce a mitigare la sofferenza ed il patimento che queste comportano. Nonostante le grandi conquiste della medicina numerosi sono ancora gli interrogativi non evasi, fra i quali in primo piano vanno posti il dolore e la morte. Con queste realtà, infatti, ci si confronta ogni giorno e la risposta non può certamente essere data dalla eutanasia e neppure dall'accanimento terapeutico. All'interno

APOE epsilon 4 gene as an early molecular of the late-onset Alzheimer's disease (LOAD): an update of literature 2008-2009 La biologia molecolare, secondo Anna Giulia Cattaneo, può fornire
preziosi strumenti in grado di consentire una diversa interpretazione di alcune patologie sino a questo momento poco conosciute, tra cui anche la malattia di Alzheimer. I risultati sinora registrati, comunque, sono a questo punto ancora contrastanti, a causa soprattutto degli inadeguati metodi di ricerca impiegati. Criteri più uniformi di studio ed una maggiore coordinazione in campo mondiale potrebbero essere di aiuto per migliorare l'impatto di questo tipo di ricerca nei vari settori clinici e per accelerare il progredire delle conoscenze in materia. All'interno

Disturbi cognitivi e Medicina Nucleare Uno dei fenomeni epidemiologici più significativi della società occidentale contemporanea è rappresentato non solo dalla maggiore durata della vita umana, ma soprattutto dal cospicuo aumento del numero di soggetti che raggiungono l'età più avanzata. Una conseguenza diretta che deriva da tale fenomeno è l'aumento della possibilità di presentare, nell'età anziana, una malattia neuro-degenerativa di tipo progressivo, il cui aspetto più evidente è costituito dal declino cognitivo. Si prospetta pertanto la necessità d'impostare una precoce diagnosi differenziale, come spiega Susanna Nuvoli nel presente editoriale, tra il fisiologico invecchiamento cerebrale ed una determinata e specifica condizione patologica. L'utilizzo del neuroimaging, infatti, permette di valutare in modo razionale, nel paziente senile, le alterazioni strutturali e funzionali che sono tipiche di una particolare patologia. All'interno

New insight on sarcopenia La perdita di massa e di forza da parte del muscolo scheletrico può essere osservata di frequente a tutte le età, potendo essa manifestarsi come conseguenza di vari eventi morbosi e della prolungata inattività che ne può conseguire, come succede, ad esempio, a seguito di fratture ossee, lesioni nervose e malattie invalidanti in generale. Come è noto però una siffatta eventualità si verifica con notevole frequenza e gravità nella grande maggioranza delle persone anziane, anche quando si trovino ancora in uno stato di salute discretamente buono. E' risaputo pure che il termine "sarcopenia" venne introdotto per significare, appunto, la condizione suddetta, nella quale è stata descritta una specifica mancanza di miofibre del tipo II e delle relative cellule satelliti. Il ruolo fondamentale che tali cellule avrebbero anche nel recupero della funzione muscolare scheletrica dell'anziano viene infatti inquadrato, da Anna Giulia Cattaneo, nel prosieguo della presente nota. All'interno

La ragnatela della vecchiaia Con questo breve ed incisivo contributo, Rita Farneti prende in considerazione la dolorosa e progressiva emarginazione alla quale, purtroppo, la persona anziana deve ancora piegarsi nella nostra realtà sociale, in cui la vecchiaia è spesso vista soltanto come una condizione improduttiva e spiacevole. Il senescente, in sostanza, viene generalmente sottovalutato e costretto a sopportare i preconcetti negativi che buona parte del contesto ambientale nutre nei suoi riguardi. In breve secondo l'Autrice diventa indispensabile, di conseguenza, che nell'ambito sociale si impari a stabilire una vera ed utile relazione con il soggetto anziano, in modo tale da consolidare il rapporto umano con la persona che invecchia, aiutandola in tutti i modi a continuare la propria vita senza smarrimenti e con minore senso di sconfitta. All'interno

La delineazione dello spartiacque: la futura sfida della medicina predittiva In questo originale lavoro Enzo Grossi usa il concetto di "spartiacque", proprio nel senso di linea displuviale, vale a dire come una metafora del prospetto riguardante i concetti di salute e malattia. Ne consegue che nel panorama medico si potrebbe pensare, sempre in senso figurato, al luogo di una sorgente come all'equivalente del patrimonio genetico umano, al fiume che ne deriva come al decorso della vita ed al mare come all'esito della stessa, qualunque esso possa essere. Restando nel discorso traslato, allora, l'obiettivo della medicina predittiva, secondo l'Autore, sarebbe quello di prevedere quale potrebbe essere la direzione del fiume, sulla base del luogo da cui scaturisce la sorgente e secondo i dati ecologici di un determinato bacino idrografico, vale a dire, in sostanza, sulla scorta degli elementi ambientali disponibili. All'interno

Medicina anti-ageing: una nuova frontiera medica e sociale L'impostazione del presente editoriale, per certi aspetti singolare ed alquanto divulgativa, è nella sostanza apertamente critica nei confronti di certa medicina anti-ageing, di cui ci viene proposta dagli Autori una rassegna della letteratura, che non appare certo favorevole nei confronti di un tale indirizzo di prevenzione gerontologica. Luigi G. e Matteo Grezzana preferiscono raccomandare ai colleghi geriatri i suggerimenti noti da tempo e che si limitano a favorire, oltre agli impegni creativi e sociali, soprattutto l'esercizio fisico costante ed una corretta alimentazione, allo scopo di combattere il sovrappeso e l'obesità. All'interno

The diabetic foot Le complicazioni del diabete mellito di tipo II, conferma Anna Giulia Cattaneo, non dovrebbero mai essere considerate come una sorte inevitabile nel corso dell'età anziana, ma piuttosto una conseguenza dovuta a fattori di rischio supplementari, quali ad esempio il danno ischemico agli arti inferiori, tra i diversi altri. Come pure dovrebbe sempre essere tenuta presente, per una diagnosi precoce, la possibile concomitanza di una neuropatia diabetica ( periferica o autonomica), per l'influenza peggiorativa che questa dimostra, tra l'altro, sulla evoluzione delle varie lesioni ulcerative. All'interno

Treatment of postprandial hyperglycemia with acarbose, to reduce the incidence of cardiovascular events in the elderly Nel presente editoriale l'Autore, Federico Cacciapuoti, puntualizza in modo conciso ed efficace l'utilità di una terapia giornaliera a base di acarbose allo scopo di ridurre la progressione aterosclerotica e la incidenza degli eventi cardiovascolari agevolati, nel soggetto anziano, dalla iperglicemia postprandiale. Il trattamento andrebbe riservato agli individui ultrasessantacinquenni, anche senza un diabete mellito manifesto, dopo l'esecuzione di un test di tolleranza al glucosio che dimostri una condizione metabolica alterata, pur con una glicemia a digiuno non ancora inquadrabile nel range diabetico. All'interno

La fragilidad de la mujer postmenopáusica pobre Le condizioni di indigenza costituiscono un problema di enorme rilievo sia dal punto di vista sociale che da quello sanitario: In altre parole la povertà, come ben dimostrano i dati bibliografici riportati dagli Autori, deve considerarsi uno dei principali fattori di rischio per la salute in tutte le parti del mondo, compresa la società occidentale nella quale viviamo. E ciò avviene perché l'indigenza in generale, oltre che con l'età anziana e con il sesso femminile, si correla anche con determinate abitudini e particolari stili di vita che si sono dimostrati pregiudizievoli per lo stato di benessere dell'organismo umano. Il riferimento riguarda soprattutto il consumo alcolico, quello di tabacco e il sedentarismo, oltre ad alcune peculiari infermità come, ad esempio, le malattie infettive, l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'osteoporosi. All'interno

La qualità della vita nella terza età. Evidenze dello studio "Treviso longeva"( Trelong study) Dal presente studio statistico, opera di M. Gallucci e Coll., si desume che la qualità della vita, nel gruppo di anziani preso in esame, rappresenta il risultato di una interazione tra il singolo soggetto e la società in cui si trova a vivere l'ultima fase della propria esistenza. Non solo, ma appare anche evidente la necessità di conoscere a fondo tutti gli aspetti che riguardano la vita stessa dei soggetti in età senile, per riuscire in qualche modo a migliorare tale realtà, che spesso non risulta neppure nota a sufficienza. La qualità della vita, infatti, non è correlata soltanto alla "salute" intesa esclusivamente sul piano sanitario, ma, secondo la nota definizione dell'OMS, la stessa deve essere intesa non solo nel senso di "assenza di malattia", ma, in modo più globale, come uno "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale". All'interno

Il medico di fronte al singolo caso In questo interessante e singolare editoriale di Enzo Grossi viene preso in esame un problema che non è di facile soluzione, vale a dire la liceità scientifica di applicare le evidenze statistiche, derivate dalla letteratura medica, al singolo paziente che il medico curante si trova di fronte ogni giorno. In altre parole i clinici hanno il bisogno e il dovere, nella pratica medica quotidiana, di conoscere il vero significato dei risultati statistici emersi nelle varie sperimentazioni ed ancor più nelle cosiddette "meta-analisi". Per fare fronte a questa esigenza sono necessari speciali "algoritmi evolutivi", motivo per cui, d'accordo con l'Autore, invitiamo il lettore che volesse approfondire maggiormente una tale tematica, di consultare anche gli articoli che trova citati in bibliografia. All'interno

Contingenze di tanatofobia nell'età senile In questa nostra epoca si può apprezzare nella società l'influenza di una cultura eccessivamente tanatofobica, come giustamente fa osservare Rita Farneti in questo suo interessante editoriale. Gli uomini d'oggi, specie se anziani, sono spesso contagiati da pensieri di morte e, nel tentativo di dare un significato a ciò che provano in tale evenienza, finisce che si lasciano andare a sentimenti di angoscia e di colpa. Non viene accettata, infatti, dalla maggioranza dei nostri contemporanei, anche se già in età avanzata, la possibilità di includere con serenità e rassegnazione nel loro tragitto esistenziale la congiuntura della morte. D'altro canto questo atteggiamento fobico non deve contrariarci più del dovuto, perché paradossalmente sembra essere d'aiuto all'uomo che, prevenendo le cause di morte, ha sempre aspirato a diventare l'unico dominatore della propria vita. E questo atteggiamento, tipico del giorno d'oggi, ci trova convinti di poter contare sugli indubbi vantaggi della moderna medicina nella lotta contro la malattia, evento che noi speriamo più che mai di riuscire a sconfiggere. Illusi forse dal sogno d'arrivare, un giorno, a sostenere ad armi pari persino il duello con la morte. All'interno

Attività fisica e senescenza L'attività fisica e l'invecchiamento possono considerarsi come due eventualità o circostanze che riescono ad influenzarsi a vicenda, in rapporto alle conseguenze vicendevoli che arrivano a provocare uno sull'altra. Al giorno d'oggi si comincia praticamente a riconoscere che la diminuzione di forza e di motilità che si riscontrano con la senescenza possono in parte attribuirsi ad una riduzione dell'attività fisica, la quale è conseguenza anche di peculiari cambiamenti nel modo di vivere. All'interno

Pressure ulcers: old and new La prevenzione delle ulcere da decubito non riguarda ovviamente solo il medico, come è noto, ma chiunque si prenda cura dell'anziano malato e debba a questo scopo preoccuparsi di valutare i fattori di rischio di tale evento morboso, il ricorso a vari accorgimenti tecnici di posizionamento, le metodiche ispezioni delle regioni cutanee soggette a lesione, oltre alla educazione e all'addestramento sia del paziente che dello stesso caregiver. Entrambi infatti, ricorda Anna Giulia Cattaneo, devono essere sottoposti ad un attento programma formativo per migliorare la prevenzione di complicanze del genere e delle loro ricadute. All'interno

La colite ischemica: una malattia di difficile diagnosi e gestione in Geriatria La colite ischemica, come è noto, rappresenta la forma più diffusa fra le patologie ischemiche del tratto gastro-intestinale e la sua prevalenza è maggiore, come forse è anche risaputo, fra i soggetti ultrasessantenni. Secondo Emine Meral Inelmen va rimarcato che di fronte a tale evento morboso riveste particolare importanza la diagnosi precoce, al fine di mettere tempestivamente in atto i presidi medici che siano idonei ad evitare, quando possibile, l'intervento chirurgico. In tale evenienza l'approccio diagnostico si avvale innanzitutto del sospetto clinico che risulta di notevole importanza e può talora trovare conferma nella diagnosi strumentale e, solo in fase avanzata, in alcuni markers di laboratorio. All'interno

Frailty at risk of falls, falls as a risk for frailty:an antithesis about elderly L'aumentata frequenza di cadute nella popolazione anziana, direttamente connessa alla caratteristica fragilità di questa classe di soggetti, riconosce un vasto numero di condizioni sottostanti, direttamente collegate alla senilità stessa e/o dovute a malattie associate. La consapevolezza dei pazienti anziani di essere a rischio di caduta, aumenta anche l'ansia e riduce spesso la mobilità spontanea, evenienze queste che influiscono negativamente sulle relazioni sociali e sulla qualità di vita. Pertanto un modo di vivere sedentario, ricorda Anna Giulia Cattaneo, può risultare particolarmente dannoso in età avanzata per vari motivi e non solo perchè aumenta il rischio di osteoporosi, soprappeso e depressione. All'interno

Physical activity, socialization and reading in the elderly over the age of seventy: what is the relation with cognitive decline? Evidence of "Treviso longeva" targeted health research project L'obiettivo del presente studio è stato quello di valutare le correlazioni esistenti fra esercizio fisico, occupazioni culturali, socializzazione, da una parte, e declino cognitivo nel soggetto anziano, dall'altra. Il campione esaminato comprendeva un gruppo di soggetti "over 70" reclutati in una città del Veneto. I risultati emersi dallo studio hanno dimostrato che la pratica regolare delle attività esaminate si associa, in misura significativa, ad una migliore "performance" cognitiva e concorre a prevenire, in parte, il declino intellettivo associato all'invecchiamento. All'interno

Breathing disturbances during sleep as a risk factor in aging persons I disturbi del respiro nel corso del sonno, come forse non è ancora sufficientemente noto, possono rappresentare dei fattori di rischio importanti in molte persone anziane. Quando infatti tali alterazioni raggiungono i livelli più severi, l'ipoventilazione che appunto ne deriva durante il sonno, determina una desaturazione della ossiemoglobina e, di conseguenza, sonnolenza nelle ore del giorno. Ma la sindrome è in grado di rivelare anche aspetti più gravi, addirittura minacciosi per la vita, come lo studioso può avere l'opportunità di valutare attraverso la lettura di questo interessante editoriale di Anna Giulia Cattaneo. All'interno

Ottimizzazione della comunicazione fra medico-specialista e paziente:una proposta empirica Uno degli aspetti che meriterebbero di essere esaminati con maggiore spirito critico nell'ambito della sanità, è rappresentato, secondo Irene Richini, dai problemi che interessano la comunicazione tra medico e paziente. Tali difficoltà di comprensione riguardano in modo particolare le prestazioni di tipo specialistico che, per evidenti motivi, non possono giovarsi di un rapporto di conoscenza reciproca, generalmente già consolidato, come avviene di solito tra paziente e medico di famiglia. Il tema rientra evidentemente nella prassi geragogica, ma non solo, perché l'educazione all'invecchiamento, nel prossimo futuro, non potrà più essere ignorata nella stessa formazione continua alla professione sanitaria. All'interno

Ambiente e longevità Vincenzo Marigliano ricorda molto opportunamente, in questo editoriale, che l'invecchiamento può essere inteso come una complicata successione di eventi che conducono, in vario modo, ad una progressiva riduzione della riserva funzionale nell'organismo umano. E tale graduale deterioramento deriverebbe dall'alterazione di un particolare sistema difensivo, definito network antinvecchiamento, la cui efficienza per converso favorirebbe la longevità. La sfida della moderna geriatria, di conseguenza, è quella di rendere possibile a tutti il raggiungimento di un tale traguardo, che non può rappresentare soltanto la conquista di pochi fortunati. All'interno

L'e-learning in ambito riabilitativo geriatrico L'operatore che si occupa oggi, a qualsiasi livello, di riabilitazione geriatrica, deve avere ricevuto e maturato una formazione specifica che gli consenta di progettare e di effettuare interventi riabilitativi che siano adeguati al singolo caso clinico e completabili in tempi appropriati. In altri termini, anche nell'ambito delle moderne neuroscienze, si tratta sempre di formulare anzitutto un valido progetto riabilitativo, che sia in grado di portare ad un sostanziale recupero post-lesionale nei diversi quadri patologici che si propongono allo specialista. Ad entrambe queste esigenze è in grado di provvedere l'e-learning, settore applicativo della tecnologia informativa che utilizza Internet per distribuire online contenuti didattici multimediali. In particolare, nel campo della riabilitazione neuromotoria, la formazione continua attraverso il mezzo telematico, come osservano A.Federici e C.Caltagirone in questo editoriale, garantisce ad anziani e disabili una terapia riabilitativa mirata, che permette il massimo recupero possibile delle loro capacità fisiche e cognitive. All'interno

Sleep disturbances in aging:circadian clock disruption or altered perception of environmental light? E' conoscenza comune che i soggetti anziani sono soliti lamentare spesso gravose alterazioni nella qualità e nei ritmi del sonno. Lo sanno bene specialmente i geriatri ed i medici di famiglia i cui pazienti soffrono molto spesso di sonnolenza diurna, di frequente insonnia notturna e di risvegli che diventano sempre più precoci con il progredire dell'età: situazioni queste che portano fatalmente ad una aumentata assunzione di farmaci ipnotici. In questo editoriale, che vuole essere un primo approccio a tale diffuso problema, Anna Giulia Cattaneo avanza l'ipotesi che l'insonnia dell'anziano possa solo in parte essere correlata alla tesi del ritmo circadiano, a cui si suole attribuire la principale responsabilità in tale particolare aspetto del processo d'invecchiamento. Potrebbero esservi coinvolti, infatti, anche i meccanismi periferici della retina, l'attività dei quali dipende dal ciclo ambientale di luce e oscurità. All'interno

Teoria del caos:influenze positive sulla medicina pratica La teoria del Caos, anche denominata teoria dei sistemi non lineari, fornisce oggi nuovi strumenti al medico per decodificare processi complessi come ad esempio la variabilità della frequenza cardiaca o i tracciati elettroencefalografici. Eventi imprevedibili in medicina, come le aritmie ventricolari e le morti cardiache improvvise negli atleti, il decorso di alcuni tipi di cancro e le oscillazioni nella frequenza di alcune malattie, possono essere attribuibili alla teoria del caos. Nell'articolo di Grossi vengono delineate le basi filosofiche e matematiche della teoria, insieme ad alcuni recenti esempi di applicazioni sperimentali desunte dalla letteratura scientifica. All'interno

Obesità : fattore di rischio anche nell'anziano? In questo apprezzabile editoriale, Emine Meral Inelmen sottolinea il fatto che le consuete raccomandazioni indirizzate al controllo del peso corporeo, devono considerarsi, nella popolazione anziana, ancora oggetto di dibattito e necessitano inoltre di ulteriori indagini per diversi motivi, tra cui va incluso anzitutto l' "obesity paradox". Infatti alla luce dell'effetto "protettivo" che sovrappeso ed obesità sembrano dimostrare, in certi casi, proprio nel soggetto anziano, si dovrebbe valutare prima, con molta cura, se è sempre opportuno trattare, in tali situazioni, l'individuo in età avanzata. All'interno

La stima dell'età biologica:una sfida in via di risoluzione? La cosiddetta età biologica è un concetto utilizzato frequentemente ma in modo spesso vago ed improprio e con scarsa obiettività. Come si può stabilire l'età biologica di una persona? Negli ultimi anni tecniche di statistica avanzata in grado di definire una relazione formale tra età anagrafica e caratteristiche biologiche di diretta e possibilmente facile misurazione nell'individuo quali i comuni esami di laboratorio. Grossi e Cavuto, autori del presente editoriale, offrono una testimonianza di come sia possibile affrontare questo arduo problema partendo da un progetto epidemiologico molto vasto, svolto presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano, chiamato REALAB. Nel REALAB e nel REALAGE, algoritmo matematico ad esso collegato, l'età biologica risulta intrinsecamente definita come un indice sintetico dello stato di salute del soggetto espresso in termini di scarto positivo o negativo dall'età anagrafica, essendo lo stato di salute quello risultante da uno specifico set di esami di laboratorio di routine. All'interno

Successfull ageing o vecchiaia da rottamare? Le più approfondite conoscenze acquisite, in questi ultimi tempi, dalla moderna gerontologia medica hanno permesso di considerare con occhio diverso l'età adulta tarda, come preferisce definirla Rita Farneti, in questo suo interessante editoriale. Tale fase avanzata della vita, infatti, può essere ancora realmente vissuta in condizioni che possiamo qualificare "fisiologiche", valere a dire in uno stato fisico e di benessere soddisfacenti. La riduzione in tale età dei fattori di rischio per la salute permette, appunto, di vivere una stagione della vita migliore e più "felice", senza obbligare il curante ad un semplice supporto dell'anziano, già in un contesto patologico e con invecchiamento secondario All'interno

Come aggirare le difficoltà di memoria in presenza di diagnosi di MCI Il Mild Cognitive Impairment ( MCI ) può essere definito, come si legge in questo editoriale di Erika Talassi, una situazione di confine tra il normale invecchiamento e la demenza, e cioè una condizione clinica che include pazienti con un isolato deficit cognitivo ( generalmente di memoria ) e con uno stato cognitivo globale normale per l'età. In questi ultimi anni sono stati descritti, comunque, interventi di riabilitazione cognitiva che si pongono l'obiettivo di fare in modo che i pazienti mantengano l'autonomia il più a lungo possibile e, quindi, rappresentano un valido supporto nel ritardare un'eventuale conversione in demenza del Mild Cognitive Impairment. All'interno

Eye diseases and visual impairment Tra i deterioramenti sensoriali in grado di ridurre l'autonomia e la qualità della vita, particolare importanza riveste il grave declino visivo che di frequente si presenta nell'anziano. Una tale evenienza richiede quasi sempre un continuo aiuto in famiglia o, in caso di impossibilità, il trasferimento del soggetto disabile in una casa di riposo. Inoltre la minorazione può essere causa di incidenti e cadute, con gravi conseguenze sulla fragilità dei soggetti in questione. Secondo Anna Giulia Cattaneo una sollecita diagnosi e l'uso appropriato di misure preventive e terapeutiche non possono assolutamente essere trascurate. All'interno

Prestazione professionale, performance e cura. Aspetti terapeutici nella relazione con l'anziano svantaggiato cognitivamente Questo editoriale di Rita Farneti prende, in parte, lo spunto dai suoi precedenti contributi di interesse gerontologico che si rifacevano a rappresentazioni del processo d'invecchiamento evocate dalla relazione di aiuto con l'anziano "cognitivamante" svantaggiato. In questo tipo di lavoro con gli anziani, non deve mancare mai la consapevolezza, da parte degli operatori, di sentirsi attori nella "relazione" e non solo fornitori di una buona prestazione professionale, in modo da procurare un aiuto soddisfacente al paziente, evitando quel mortificante paternalismo asettico che priva il soggetto di qualsiasi benessere psicofisico. All'interno

Short sleep duration and the risk for obesity in older people: an urgent need for studies Secondo Jean - Philippe Chaput e coll. un sonno di breve durata può associarsi virtualmente con alterazioni del sistema ormonale in grado di influire sulla regolazione del bilancio energetico. Considerati i contributi attendibili che avallano la correlazione esistente tra sonno di breve durata ed obesità, sia negli adolescenti che negli adulti, il tempo che viene destinato al sonno dovrebbe oggi essere valutato come una nuova potenziale causa di obesità. Per quanto, a detta degli Autori, siano ancora necessari ulteriori studi che indaghino sul rapporto tra sonno e peso corporeo nel soggetto anziano. All'interno

Ormoni anti-aging e invecchiamento:mito o realtà? Nel presente editoriale di Emine Meral Inelmen si prende in esame, tra le numerose teorie dell'invecchiamento, la teoria neuroendocrina che considera appunto il processo della senescenza come l'espressione di un progressivo squilibrio funzionale del sistema endocrino. Se si esamina il comportamento delle secrezioni ormonali, infatti, si può osservare che i sistemi maggiormente coinvolti sono quelli preposti alle secrezioni dell'ovaio, del testicolo, del surrene, della ghiandola ipofisaria e di quella pineale. Secondo l'Autrice gli ormoni, cosiddetti "anti-aging", che hanno suscitato parecchi entusiasmi, si ridurrebbero comunque a tre soltanto: la melatonina, l'ormone della crescita (GH) e il deidroepiandrosterone ( DHEA), dei quali appunto si occupa in questo interessante contributo All'interno

Metabolic syndrome in aging people: prevalence, risk assessment, need for treatment and prevention La sindrome metabolica è una condizione di alterato metabolismo su basi genetiche, (da non confondersi con il diabete mellito di tipo II), la diagnosi e la prevenzione della quale dovrebbero essere impostate precocemente, anche se una evidente morbilità, nella maggioranza dei casi, si manifesta generalmente dopo i 60 anni di età. Si tratta di una malattia che può essere prevenuta e che può, d'altra parte, condurre a serie complicazioni cliniche se non viene trattata in modo adeguato. Anna Giulia Cattaneo fa presente che i trattamenti con farmaci andrebbero somministrati sempre con attenzione ed evitati quando non fossero necessari. All'interno

Il rischio cardiovascolare assoluto individuale:trappole della stastistica classica e possibili soluzioni E' un dato acquisito che l'aumentare dell'età comporta un incremento del rischio cardiovascolare.Ne deriva che la popolazione anziana, maggiormente soggetta alla possibilità di gravi eventi in campo cardioangiologico, può giovarsi oggi in modo particolare di un uso informato e specifico della medicina preventiva. Di recente infatti sono stati proposti alla comunità medica un certo numero di algoritmi per la valutazione del livello di rischio che ogni singolo individuo presenta nei confronti di tale patologia.Lo scopo di questo interessante editoriale di Enzo Grossi è quello di valutare il vantaggio potenziale offerto, in questo ambito, dalle nuove opportunità fornite dagli originali approcci collegati alla intelligenza artificiale. All'interno

Caregiver's Spirituality and its Influence on Maintaining the Elderly and Disabled in a Home Environment Questa ricerca ha preso in esame il ruolo che organizzazioni fondate sul credo religioso sono in grado di svolgere a sostegno di coloro che prestano la loro assistenza al fine di tenere, il più a lungo possibile, anziani e disabili nelle loro abitazioni. L'indagine ha voluto esaminare se le persone che professano fedi religiose riescono a fare fronte agli stress che tale assistenza comporta meglio di coloro che non risultano essere credenti.L'inchiesta in sostanza ha preso in esame la funzione che le associazioni religiose possono avere nel dare un aiuto ai prestatori di cure che si prodigano per mantenere gli anziani e i disabili al loro domicilio. All'interno

Acute critical care for geriatric patients Le emergenze che si presentano nei soggetti anziani possono rappresentare talvolta un problema clinico complesso, specialmente per il fatto che i medici dello staff specializzato nel trattamento dei pazienti geriatrici risultano frequentemente in numero insufficiente proprio nei dipartimenti di emergenza. Nell'età anziana, come è noto, la malattia acuta è spesso sovrapposta ad altre condizioni croniche, che sono spesso correlate all'invecchiamento stesso.In generale in tali evenienze non possiamo lamentare la carenza di attrezzature tecniche differenti da quelle comunemente usate nel trattamento acuto degli adulti più giovani, ma si avverte piuttosto il bisogno di una maggiore competenza e qualificazione da parte medica. E' questo il tema di cui si occupa Anna Giulia Cattaneo nel presente editoriale. All'interno

L'uso di cateteri vescicali a dimora in Geriatria: un dilemma irrisolto Ci sembra opportuno ricordare ai nostri lettori, sulla base dei dati esposti in questo editoriale da Emine Meral Inelmen, che l'infezione batterica più comune nell'età geriatrica è certamente l'infezione del tratto urinario, soprattutto negli anziani fragili, sia che essi vivano a domicilio o che siano stati istituzionalizzati per un certo periodo.Un significativo numero di infezioni urinarie risulta correlato all'inserimento del catetere urinario, come è dimostrato dai dati statistici riportati, secondo i quali il 100% dei pazienti esaminati sviluppa un'infezione del tratto urinario entro un periodo medio di 30 giorni dalla cateterizzazione. Il meccanismo attraverso cui il catetere è in grado di causare un'infezione è dovuto inizialmente alla colonizzazione ascendente da uropatogeni nel lume del catetere e probabilmente anche nell'intercapedine tra uretra e superficie esterna del catetere stesso.Gli uomini e le donne tendono a sviluppare tale infezione per vie diverse a causa delle differenze anatomiche nei due sessi. In conclusione si può supporre che una accurata valutazione delle indicazioni per un cateterismo, l'uso di procedure rigidamente asettiche ed i periodi di cateterizzazione limitati al tempo necessario, possano aiutare a prevenire molte infezioni. All'interno

La processualità dell'esistenza:riflessioni di base finalizzate al corretto orientamento a sostegno della persona in età avanzata Se noi vogliamo attribuire alla società una funzione formativa nei riguardi dell'anziano e, soprattutto, di chi si accinge a diventarlo, dobbiamo pensare in primo luogo all'attuazione concreta di una formazione geragogica, rivolta ovviamente all'adulto e all'anziano, ma che deve in precedenza prevedere ed attuare un training educazionale che sia indirizzato agli operatori del comparto socio-sanitario. Solo operando a questo modo, sostiene Irene Richini, è possibile concepire un intervento di sostegno alla persona anziana, avendo cioè ben chiaro in mente un modello di sviluppo umano che includa la parte avanzata dell'esistenza. All'interno

I processi biologici nell'invecchiamento e il ruolo dell'infiammazione L'editoriale che presentiamo ( A.Ciaramella, P.Bossù e C.Caltagirone ) si occupa di una delle teorie, attualmente di maggiore credito, con la quale si ipotizza un meccanismo comune alla base di numerose patologie correlate all'invecchiamento ed in grado di colpire organi diversi. Questa ipotesi si basa sul ruolo primario svolto dai radicali liberi in tale senso e fornisce un modello plausibile per spiegare nel contempo il processo dell'invecchiamento in generale. Questo sarebbe associato, infatti, ad uno sbilanciamento fra l'eccessiva produzione di fattori ossidanti ( quali, appunto, i radicali liberi ) e la diminuzione delle difese antiossidanti, con la conseguenza del danno cellulare e di un deterioramento degli organi bersaglio. All'interno

La diagnosi precoce di Alzheimer Il percorso diagnostico indicato dall'Autore, nel sospetto di uno stadio iniziale della malattia, deve prendere sempre l'avvio da un'attenta silloge e valutazione dei dati anamnestici, da un corretto esame obiettivo generale e neurologico, avendo cura inoltre di non trascurare gli esami funzionali, quali soprattutto le indagini ematobiochimiche e strumentali che ci consentono di stabilire, anzitutto, se i disturbi rilevati sono riferibili ad un declino cognitivo correlato all'età ( invecchiamento cerebrale non patologico ), a condizioni cliniche quali la depressione e il delirium, o invece ad una vera e propria demenza esordiente, per la quale si prospetta sempre la necessità di una diagnosi differenziale. All'interno

Mild Cognitive Decline, Alzheimer Disease and other common dementias Questo nuovo editoriale di Anna Giulia Cattaneo si propone di confrontare ed aggiornare, per quanto possibile, i moderni orientamenti per una precoce identificazione della malattia di Alzheimer e la sua differenziazione dalle altre forme di demenza, oltre che dal cosiddetto "declino cognitivo dell'anziano" che attualmente è il termine più utilizzato per definire la condizione intermedia tra invecchiamento cerebrale non-patologico e la condizione di demenza in fase iniziale. All'interno

Mild cognitive decline and brain aging in physiological conditions L'invecchiamento cerebrale, non correlato ad una determinata malattia, si presenta come un argomento piuttosto complesso che richiede una buona competenza psichiatrica per la "diagnosi" e l'eventuale trattamento. Numerosi studi clinici sono stati condotti allo scopo di valutare il grado del declino cognitivo sulla base della perdita di alcune funzioni selettive, quali i processi di memorizzazione storica e verbale, la capacità di ragionamento astratto e la memoria retrospettiva. All'interno

Estimating renal function in elderly hospitalized patients La valutazione della funzione renale è d'indubbia importanza, dato che l'insufficienza renale si correla notoriamente ad un aumento di mortalità, al rischio di eventi vascolari e, in genere, ad una maggiore morbosità. Dal momento che nei pazienti anziani la creatinina serica può presentarsi con valori normali, anche quando sussiste una diminuzione della funzione renale, sono stati adottati numerosi sistemi per calcolare il tasso di filtrazione glomerulare (GFR). I pazienti anziani e malnutriti evidenziano un rischio maggiore di presentare una riduzione del filtrato glomerulare pur mantenendo normali livelli di creatinina serica, per cui costituiscono spesso una popolazione con insufficienza renale occulta. Il riconoscimento di tali soggetti è importante nella pratica clinica perché un GFR abbassato richiede la riduzione proporzionale dei farmaci eliminati per via renale e la rinuncia a quelli nefrotossici. All'interno

Abuse of elderly people L'abuso nei confronti delle persone anziane è purtroppo molto diffuso e, secondo i dati forniti dal National Elder Abuse Incidence Study, è da considerarsi un fenomeno in continua crescita. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato, quattro anni fa, il primo "Rapporto Mondiale su violenza e salute" non tralasciando di occuparsi in particolare della violenza usata contro le persone anziane, la quale venne studiata in dettaglio nei suoi aspetti culturali, sociali
ed economici. Secondo Mario Barbagallo, che si occupa dell'argomento nel presente editoriale, i tre esempi più comuni di abuso nei riguardi della persona anziana sono quello domestico (maltrattamento nella propria abitazione o in quella del caregiver), quello istituzionale (in case di riposo o residenze assistenziali) e quello auto-inflitto (per riferirsi al comportamento auto-lesivo del soggetto stesso). Un ruolo fondamen-
tale nella prevenzione e nella diagnosi della violenzxa contro l'anziano spetta al medico di famiglia ed al geriatra che, con l'esame clinico e mediante la valutazione socio-ambientale del paziente, sono più sicuramente in grado di individuare le eventuali forme di vessazione. All'interno

Prospettive future per la diagnosi precoce di Alzheimer (AD) attraverso l'elaborazione con Reti Neurali Artificiali di variabili neuropsicologiche, biochimiche e anamnestiche. L'impatto che le malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer (Alzheimer Disease, AD), hanno sulla nostra società è estremamente elevato. Nei paesi industrializzati il problema della prevenzione, attraverso cui giungere almeno ad un ritardo nella manifestazione dell'AD, è sentito come urgente impegno etico, sociale ed economico oltre che... All'interno

Geragogia: riferimenti teorici per un'azione educazionale di prevenzione nell'adulto e nell'anziano In questo interessante contributo, Irene Richini pone le basi per una corretta impostazione degli interventi formativi che riguardano l'adulto pre-senile e l'anziano, in funzione soprattutto di una prevenzione primaria intesa in senso lato..L'educazione degli adulti, infatti, deve intendersi come una didattica rivolta non solo all'informazione, ma soprattutto alla formazione del soggetto in questione, nella prospettiva di un benessere bio-psico-sociale che possa anzitutto tradursi in termini di salute, come del resto già pronosticato dalla gerontologia educazionale.Ed una tale funzione geragogica spetta ovviamente alla società, a cui non vanno attribuiti soltanto compiti assistenziali, ma anche quelli richiesti dalla realizzazione di un vasto programma di educazione che deve coinvolgere l'intera collettività e non solo chi si trova a fruire del suddetto percorso educazionale. All'interno

Morire la morte tra conforto e disperazione Di questi tempi la morte è un evento che attiene, sempre più, alla vecchiaia avanzata, con frequenza alquanto maggiore di quanto era solito accadere nel passato, anche recente.Rita Farneti, nel suo editoriale, ci fa osservare, a questo proposito, che eutanasia e suicidio medicalmente assistito non sono mai stati così attuali e popolari, ma nemmeno così discussi e problematici come risultano oggi, in un mondo che vede spesso nel morire una sconfitta più che un fatto da far rientrare nella natura delle cose. I nostri lettori medici sanno bene che ormai è abbastanza abituale che si muoia in ospedale e, soprattutto, sono al corrente che l'evento in questione non mostra, purtroppo, in quella sede, significativi miglioramenti da potersi riferire alla qualità del morire.I sanitari, infatti, ed i familiari sono di solito concordi nell'evitare di menzionare la morte davanti al malato, e si limitano per lo più a comunicargli dati tecnici e giudizi confortanti, ritenendo così di salvaguardare la speranza di vita che ritengono animi ancora il morente.Fa notare l'autrice, con molta perspicacia, che "mettere la morte fra parentesi" rappresenta il motivo profondo che sorregge, quasi sempre, il modo consueto di barcamenarsi nell'attesa. All'interno

Aging of the skeletal muscle and myocardium : the role of damaged mitochondria Nel corso del processo d'invecchiamento i mitocondri sembrano rappresentare, al tempo stesso, un luogo di "produzione" ed un bersaglio del danno ossidativo che interessa muscolo scheletrico e miocardio. Un certo numero di segnali comprovanti tale danno ossidativo, secondo Anna Giulia Cattaneo, sono stati identificati e, di conseguenza, sono state proposte le adeguate misure preventive al riguardo. Tra queste l'esercizio moderato, il controllo dietetico oculato e l'aggiunta di anti-ossidanti non pericolosi, che possono essere considerati come misure protettive in grado di migliorare la qualità di vita del soggetto anziano e di accrescere persino la sua spettanza di vita. All'interno

Gli errori medici : un'altra chiave di lettura per auspicare l'avvento di una "computer science" amica I possibili contributi della computer science e dell'intelligenza artificiale vengono esaminati, in questo interessante editoriale, in considerazione di una auspicabile riduzione della frequenza di errori in campo medico. Secondo Enzo Grossi è prevedibile che un uso appropriato dell'intelligenza artificiale non possa fare altro che accrescere la professionalità del medico, consentendogli di risparmiare tempo prezioso per approfondire lo studio della malattia, per ragionare sul caso clinico e per valutare il malato nel suo complesso fisico, psicologico ed umano. All'interno

Conference Report - International Symposium "Obesity in the Elderly" Gli Autori hanno preso in considerazione, nel presente report, un fenomeno naturale, quale è appunto l'invecchiamento, in associazione ad una complessa malattia a diffusione mondiale, vale a dire l'obesità. E' questa una combinazione per la quale il trattamento non dovrebbe essere semplicemente una somma delle cure riservate all'anziano ed all'obeso. Una maggiore informazione è infatti sempre necessaria al fine di comprendere e classificare chiaramente il tipo di obesità. L'intervento ideale potrebbe associare un programma di adeguati esercizi fisici ad alcuni opportuni consigli nutrizionali ed al necessario trattamento psicologico. All'interno

Secondary dementias and cerebral vascular disease:are preventive measures effective? Nei soggetti anziani,è noto, il deterioramento mentale può essere secondario a disordini metabolici, malattie cerebrovascolari, farmaci, intossicazioni, lesioni intracraniche occupanti spazio, come, anche, ad infezioni croniche. Il decadimento cognitivo, associato a cause trattabili, rappresenta circa il 10-20% di tutte le cause note di demenza, per cui lo scopo che si è prefissa Anna Giulia Cattaneo, in questo suo editoriale, è stato quello di focalizzare la propria attenzione su tali condizioni morbose, con particolare interesse per le demenze reversibili e per le affezioni vascolari cerebrali. All'interno

Invecchiamento della popolazione e Nuove Tecnologie Il notevole aumento della componente più anziana della popolazione comporta ovviamente una crescita sensibile dei bisogni assistenziali e ci obbliga tutti, di conseguenza, ad una maggiore attenzione per il fenomeno della disabilità - mentale o fisica - che anche da noi sta assumendo oggi vaste dimensioni. Questa evenienza rappresenta ormai un'importante realtà che non può essere affrontata, come osservano gli Autori di questo interessante editoriale, solo con le cure tradizionali, ma per la quale si deve ricorrere all'impiego delle cosiddette "nuove tecnologie", che hanno aperto nuovi orizzonti non solo in ambito chirurgico, ma anche in quello della medicina geriatrica. All'interno

Qualità della vita:la prospettiva sociologica come riferimento teorico per la costituzione di azioni inter e multi-disciplinari Anche in una progettazione geragogica, sostiene Irene Richini nel presente editoriale, è sempre indispensabile una sorta di ormeggio metodologico al fine di realizzare il binomio ricerca/azione. La prospettiva sociologica, infatti, costituisce una valida base di conoscenza scientifica, in vista appunto di un'educazione dell'adulto che possa condurre all'attuazione integrata della prevenzione primaria. All'interno

La comunicazione al paziente del rischio:plausibilità è preferibile a probabilità Nella letteratura medica degli ultimi anni non mancano certo continui riferimenti ai cosiddetti fattori di rischio, anche se pochi ancora sono i tentativi fatti per trasferire il concetto di rischio dalla popolazione in generale ad un livello che interessi in modo specifico il soggetto individuale. Questa traduzione al singolo individuo della nozione di rischio apre, infatti, un interessante dibattito sull'uso appropriato del termine probabilità, argomento che Enzo Grossi riesce ad affrontare nel presente editoriale con un lessico semplice e comprensibile. All'interno

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva dell'anziano : approccio educazionale e farmacologico E' cognizione diffusa, anche tra i medici pratici, che la broncopneumopatia cronica ostruttiva sia una patologia molto frequente nei soggetti anziani, nonostante risulti che una gran parte di tali casi non venga spesso diagnosticata e, quando riconosciuta, sia trattata di frequente in modo non del tutto corretto.I numerosi studi intrapresi su tale affezione, come giustamente osserva Domenico L. Urso, si sono proposti di valutare la qualità di vita dell'anziano con malattia broncoostruttiva, di esaminare gli effetti dell'esposizione prolungata al fumo di tabacco e, naturalmente, di definire i protocolli terapeutici più indicati in questa fascia di età. All'interno

Brain aging and senile dementias: focusing on Alzheimer disease Caratteristica comune nei soggetti più anziani risulta, com’è noto, la diminuzione o le alterazioni della memoria, e quelle delle funzioni cognitive, spesso limitate ad un grado modesto che consente di mantenere un buon adattamento alla vita privata ed a quella sociale. In tale caso il deterioramento funzionale viene in genere considerato come un’espressione dell’invecchiamento cerebrale fisiologico.I problemi iniziano quando la modesta menomazione iniziale progredisce fino ad un vero stato demenziale. Il modo di prevenire tale pericolosa eventualità,ed il momento più opportuno per intervenire, sono ancora sconosciuti e rappresentano un’importante materia di studio nell’interpretazione del processo di senescenza. Le alterazioni della cognizione, che si associano all’invecchiamento, coinvolgono funzioni diverse (memoria, rapidità dei processi mentali, attenzione, linguaggio ed attività visive e spaziali ) e passano da un semplice stato di riduzione mnemonica, attraverso un deterioramento cognitivo di grado moderato, allo stato demenziale conclamato. Al momento attuale, comunque, osserva Anna Giulia Cattaneo, non possono essere avanzate previsioni sicure sulla progressione evolutiva menzionata, come non possono essere proposte misure di prevenzione, dato che si tratta di un campo in cui necessitano ancora studi più approfonditi. All'interno

"Invecchiamento di successo"( Successful Aging ): un termine in cerca di definizione Il presente editoriale si è proposto di analizzare il significato, dal punto di vista medico, della locuzione "Successful Aging", al fine di portare un utile contributo a quanti, come appunto i geriatri, saranno costretti sempre di più, in futuro, a considerare i vari aspetti di questo complesso argomento.In effetti il principale problema, in tale assunto, non è soltanto quello di vivere il più a lungo possibile, ma di migliorare nel contempo la qualità della vita, quando ciò è fattibile.Emine Meral Inelmen, alla quale dobbiamo questo valido apporto in merito al tema menzionato, si rifà al modello classico di Rowe e Kahn, i quali hanno voluto descrivere il "Successful Aging" come un quadro multidimensionale che include, al tempo stesso, la mancanza di malattie e disabilità, il mantenimento della capacità cognitiva e della attività fisica e, inoltre, lo svolgimento d'una attività fisica e sociale. In sostanza viene infine accettata la congettura che prevenzione e cure sanitarie di alta qualità possono promuovere un "invecchiamento di successo", alleviando la sofferenza, allungando la sopravvivenza e migliorando la qualità della vita. All'interno

La relazione d'aiuto e l'aiuto nella relazione con il paziente oncologico La "relazione d'aiuto"con il paziente oncologico ( specie se anziano) consiste in fondo nell'offrire a un soggetto indigente un "io" ausiliario, che sia tale da poter servire a funzioni diverse, quali il contenimento dell'ansia, il controllo delle emozioni alienanti e la restituzione di un senso ai pochi obiettivi rimasti. A giudizio di Rita Farneti, autrice del presente editoriale, il supporto psicologico ( che può farsi anche terapeutico ) si traduce anzitutto nella possibilità di stabilire con il paziente una relazione di comprensione empatica che gli offra uno spazio nuovo e sicuro, in cui sentirsi protetto dalla violenza delle emozioni e rassicurato da ansie e paure.In altri termini il malato oncologico ha un bisogno assoluto di elaborare il trauma psicologico della diagnosi e di trovare un progressivo adattamento alla propria patologia. Diventa quindi prioritaria una franca relazione, soprattutto con il medico curante, che sia in grado di offrire un aiuto spontaneo ed istintivo e non soltanto una prestazione tecnica e professionale. All'interno

La nuova sfida della Complessità, un concetto non banale La geriatria è una branca medica che si caratterizza, più di altre discipline, per une prevalenza tipica del concetto di "complessità", tra quelli che sono riconosciuti come suoi aspetti peculiari. Le malattie croniche degenerative che sono predominanti nell'età avanzata presentano, in gran parte connotati particolari, tali da farle appunto definire come entità "complesse" da molti punti di vista. Ma qual è il vero significato di "complessità" in questa evenienza particolare? L'obiettivo che si propone questo editoriale di Enzo Grossi, è appunto quello di puntualizzare il concetto di "complessità" nel campo specifico della geriatria, partendo da recenti contributi di gruppi di ricerca che a tale tema sono particolarmente interessati. Il cosiddetto sistema "complesso", che può facilmente differenziarsi da un sistema "complicato", può essere anche di grande aiuto a farci comprendere la natura della malattie, come meglio si potrà comprendere dalle note conclusive di questo interessante contributo, dove si arriva appunto a distinguere le malattie acute e croniche, rispettivamente in stati "complicati" e "complessi". All'interno

Tubercolosis surveillance in aged people: a neglected area of epidemiology? Nel presente editoriale, focalizzato sulla diffusione della malattia tubercolare (TBC) nei soggetti di età avanzata, che appartengono ai paesi europei dell'Est e dell'Ovest, diversi, interessanti aspetti sono stati messi in discussione. Tra questi, in particolare, sono stati presi in considerazione l'incidenza e la prevalenza della TBC, i problemi diagnostici, la caratterizzazione dell'agente infettivo, la diffusione dell'infezione e la riattivazione di vecchi casi, oltre alla resistenza farmacologica della malattia ed alle varie misure di prevenzione. Nel corso di tale indagine una particolare attenzione è stata rivolta alla situazione in Italia. La prima prevenzione, come sostiene Anna Giulia Cattaneo in questa sua indagine, è rappresentata sempre da una diagnosi precoce di nuovi casi e di nuovi eventi epidemici: questo concetto,infatti, non è affatto obsoleto come a qualcuno potrebbe sembrare. Altre importanti misure preventive dovrebbero servire a rimuovere i principali fattori di rischio ( soprattutto la cosiddetta fragilità sociale, il declino fisico dovuto a situazioni ineluttabili come la povertà e la mancanza di cure, l'infezione da AIDS - rara oggi nelle persone di una certa età, ma sicuramente in crescita nelle generazioni future - e l'alcolismo ), tra i quali fattori non vanno dimenticati gli errori nella assunzione dei farmaci, il precoce abbandono della terapia e delle misure igieniche generali per l'isolamento dei casi attivi.
E'evidente che, anche negli strati più anziani delle popolazioni, una puntuale notifica del miglioramento, congiuntamente a migliori conoscenze diagnostiche ed epidemiologiche, rappresenterebbe senz'altro un ottimo proponimento per il futuro. All'interno

L'ipotesi endocrinologica dell'invecchiamento Volendo mettere a fuoco il ruolo delle ghiandole endocrine nel processo d'invecchiamento umano, si dovrebbe in prima istanza ricordare l'esistenza di una corrente di pensiero, secondo la quale, in ogni cellula dell'organismo, il genoma conterrebbe tutte le informazioni per un invecchiamento programmato, al quale poi è possibile che si sovrappongano gli agenti ambientali, interni ed esterni, in grado di accelerare la comparsa dei fenomeni regressivi che caratterizzano il processo di senescenza. Tuttavia, da qualche tempo, un crescente interesse viene rivolto all'ipotesi che valorizza il ruolo rappresentato dalla regressione di sistemi integrativi, capaci di collegare cellule a distanza, come appunto il Sistema Endocrino. A giudizio di Giorgio Valenti, autore del presente editoriale, le due interpretazioni menzionate potrebbero coesistere in una visione unificata, secondo la quale i fenomeni dell'invecchiamento potrebbero essere promossi, appunto, dalle modificazioni quali-quantitative delle secrezioni ormonali, espressione a loro volta di una primitiva involuzione cellulare dei diversi sistemi neuroendocrini. All'interno

Drugs and aging: preventive measure to limit side effects in the elderly Il trattamento farmacologico dei soggetti anziani rappresenta spesso un vero problema per il medico, sia per la complessità terapeutica che per il costo sociale della cure in genere. Anche nei paesi più sviluppati,infatti, la persona attempata versa spesso nell'indigenza, e molti degli individui che raggiungono il pensionamento devono far fronte alla loro aumentata fragilità fisica, a cui quasi sempre si aggiunge una sostanziale riduzione delle proprie risorse finanziarie. Queste situazioni vengono frequentemente ad aggiungersi ad un sottofondo depressivo, ad una diminuita volontà di cura verso se stessi, all'ìncomprensione familiare e, per assurdo, alla consueta necessità di assumere parecchi farmaci, associata alla ridotta tolleranza per molti di essi. Va ricordato inoltre che i tentativi di automedicazione, le arbitrarie sospensioni di terapie corrette ed anche la prassi medica inappropriata, portano alla conseguenza d'aumentare la morbilità, oltre a possibili, seri effetti collaterali.E in particolare della prevenzione di questi ultimi, si occupa Anna Giulia Cattaneo nel presente editoriale, dopo aver passato in rassegna tutti i principali fattori che conducono spesso ad una scarsa compliance dei soggetti anziani nei confronti delle cure di tipo farmacologico. All'interno

Active immunization in the elderly Nell'interessante editoriale di Anna Giulia Cattaneo, che presentiamo, la vaccinazione viene considerata, in generale, una pratica sicura ed efficace, e quindi proponibile in caso di necessità, sia nell'anziano che nell'età adulta. E sono, ovviamente, raccomandate, nelle condizioni suddette, la vaccinazione o la rivaccinazione contro il tetano e le malattie tropicali, nel caso di una possibile esposizione a tali agenti patogeni.Ma un'indicazione speciale è riservata alla somministrazione del vaccino anti-influenzale, i cui benefici effetti sono ben conosciuti, e raccomandati particolarmente nei soggetti più vecchi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che mantiene in efficienza un programma di sorveglianza speciale per la prevenzione dell'influenza.Al contrario l'efficacia della vaccinazione contro l'infezione pneumococcica, secondo la Cattaneo, è piuttosto controversa, nonostante venga consigliata da alcune organizzazioni che si occupano di salute pubblica.La prevenzione dell'influenza con gli inibitori della neuroaminidasi sarebbe una pratica convalidata e sicura, per quanto al giorno d'oggi potrebbe servire soltanto come supporto alla pratica vaccinale, a causa del suo più basso rapporto costo-beneficio. All'interno

I nuovi farmaci ipoglicemizzanti orali:indicazioni e modalità d'uso nel soggetto anziano Il diabete mellito (quasi sempre di tipo 2) è sicuramente una delle patologie croniche di riscontro più comune nell'età senile e la sua prevalenza, inoltre, continua a presentare un continuo aumento, che ormai si va attestando tra il 10 ed il 15%.Domenico Cucinotta, in questo interessante editoriale, sottolinea con particolare evidenza l'importanza di una gestione terapeutica che, oltre ad un controllo glicemico ottimale, si prefigga contestualmente una riduzione globale di tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolare eventualmente presenti, senza dimenticare che l'obiettivo principale resta sempre la correzione del rischio globale, al quale soprattutto si correlano le complicanze microangiopatiche e neuropatiche. Dopo queste premesse viene esaminato, nel corso dell'articolo, l'armamentario terapeutico necessario per la gestione di questo tipo di diabete, da utlizzare solo quando i vari provvedimenti sullo stile di vita (alimentazione ed attività fisica) non sono sufficienti. Oggi sono a disposizione del medico sia nuove categorie farmaceutiche che nuove molecole, senza dimenticare che sono emerse importanti evidenze scientifiche che ampliano e chiariscono meglio il ruolo di molecole già usate da tempo. La chiave del successo, a detta dell'Autore, è spesso costituita dalla personalizzazione della terapia, sia in termini di maggiore efficacia che di minori effetti collaterali, come è dato in special modo di constatare nel diabete dell'età senile. All'interno

Consideraciones sobre el estado nutricional del adulto mayor Per ottenere un invecchiamento "attivo" è richiesto ovviamente uno stato di buona salute fisica, che, invariabilmente, si correla a condizioni adeguate di nutrizione.Lo stato nutrizionale,infatti, rappresenta un punto chiave nella vita di qualsiasi individuo, e soprattutto nei soggetti anziani che costituiscono una popolazione vulnerabile e particolarmente predisposta a tali problemi. In questo editoriale, Georgina Corte Franco prende in esame, appunto, le variazioni dovute al processo di senescenza e le loro ripercussioni sui fenomeni nutrizionali, al fine di meglio comprendere come possa attuarsi una prevenzione efficace dei processi morbosi che conseguono alla malnutrizione del vecchio. All'interno

Gli incerti confini tra invecchiamento e demenza Tra i deficit cognitivi correlati all'invecchiamento, l'Autore sembra valorizzare, in modo particolare, il concetto di Mild Cognitive Impairment, locuzione con la quale ci si vuole riferire in generale ad una "popolazione di soggetti anziani non compromessi sul piano delle attività riguardanti il daily living, ma con un disturbo subclinico ed isolato di memoria, potenzialmente a rischio per lo sviluppo di demenza alzheimeriana", disordine della cognizione, questo, che sarebbe stato introdotto proprio per definire quello che alcuni studiosi considerano lo stato di transizione tra invecchiamento normale, o fisiologico, e condizione di demenza.A questo proposito, dato che la possibilità d'individuare i soggetti che svilupperanno una demenza di Alzheimer, dipende in gran parte dalla validità dei criteri con i quali si cerca d'identificare la fase preclinica, va senz'altro fatta presente anche la notevole difficoltà a giudicare il rischio reale di progredire verso quella forma demenziale che risulterebbe associata al citato Mild Cognitive Impairment, inteso come deficit subclinico e isolato di memoria.Inoltre la mancanza di studi longitudinali prolungati nel tempo,specifica Carlo Caltagirone, non permette di stabilire, allo stato attuale delle conoscenze, se i soggetti con MCI siano comunque destinati a sviluppare un Alzheimer od un'altra forma di demenza o possano, invece, rimanere stabili per lunghi periodi o addirittura indefinitamente. Sembra ragionevole, inoltre, ipotizzare che anche altre categorie di soggetti, ad esempio individui che presentano deficit cognitivi subclinici non riguardanti solo la memoria, possanno rappresentare fasi precoci di tale malattia. E' pertanto auspicabile che studi futuri permettano di accertare i criteri più validi per una diagnosi di Alzheimer preclinico, obiettivo questo da considerarsi fondamentale per consentire l'utilizzo di possibili strategie preventive e/o terapeutiche già in una fase preclinica della demenza. All'interno

Fragilità e medicina predittiva Vincenzo Marigliano prospetta, in questo editoriale, un basilare cambiamento dell'approccio al malato anziano, destinato a portare rilevanti conseguenze sulla vita del singolo e della società. In sostanza l'Autore propone, accanto alla geriatria curativa, l'avviamento di una nuova impostazione clinica che definisce "geriatria predittiva". Una tale metodica, o gene-based medicine integrata ad uno studio in ogni individuo del ruolo ambientale, permetterà una migliore prevenzione delle malattie e, nell'ambito geriatrico, un'efficace protezione da fragilità e disabilità. All'interno

Depressione e demenza Valeria Putzu passa rapidamente in rassegna, in questo editoriale valido e conciso, le possibili interrelazioni fra demenza e depressione, soffermandosi su quelle che giudica le ipotesi più probabili in merito alle loro possibili interrelazioni eziogeniche. Da un punto di vista preventivo (e quindi anche di qualche interesse per la gerontologia educazionale) ci viene spontaneo di sottolineare, in questa presentazione, la congettura che ipotizza la depressione quale un fattore di rischio per la demenza, sulla base anche di quello che emerge dalla metanalisi di Jorm. In sostanza l'Autrice ci trova d'accordo quando afferma che la depressione deve considerarsi tanto più un fattore di rischio della demenza, quanto più risulta averla preceduta nel tempo. All'interno

Comorbilità e depressione nell'anziano Domenico Cucinotta, autore di questo interessante editoriale, si preoccupa, in particolare, di segnalare al medico, fra i molti aspetti peculiari della depressione nell'anziano, l'insidia di "una diagnosi affrettata e superficiale", evenienza che dovrebbe essere presa sempre in considerazione, a suo avviso. I quadri clinici, infatti, possono presentarsi spesso in modo diverso e, di conseguenza, "la modalità di approccio sarà necessariamente diversa nelle varie condizioni", dato che è stata sicuramente documentata un'associazione bidirezionale fra depressione e patologie somatiche concomitanti. In conclusione, la sintomatologia depressiva negli anziani con affezioni somatiche, può rappresentare una semplice coincidenza, oppure può costituire "la via psicobiologica finale di determinanti multiple. All'interno

Il geriatra del XXI secolo tra riduzionismo statistico, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo In questo interessante editoriale, Enzo Grossi passa in rassegna alcuni aspetti che riguardano, attualmente, la medicina in generale e quella "geriatrica" in particolare. Lo specialista in geriatria, come gli altri medici pratici, del resto, si trova oggi di fronte ad una valanga d'informazioni che hanno portato ad una sostanziale riconfigurazione del pensiero medico, tale da rendere necessaria una cooperazione sempre più articolata con nuove figure professionali, quali, ad esempio, gli esperti di "biomatematica", oltre a quelli, naturalmente, di metodologia statistica. Dopo una valutazione critica di tali nuovi profili lavorativi in campo medico, l'Autore propone alla fine un ritorno ad una sorta di approccio olistico nella sanità moderna, con il recupero della capacità di ascolto, di spiegazione e di intrepretazione nei confronti del paziente, specie se anziano. Il tentativo dev'essere quello di gestire aspetti qualitativi esistenziali come l'angoscia, l'amore, l'odio e la speranza che sempre accompagnano e, spesso, rappresentano l'aspetto più importante della malattia. L'organismo, in altri termini, dev'essere inteso come qualcosa di più della somma delle sue parti e questa "totalità" assume una funzione direttiva dei fenomeni che stanno alla base della vita. All'interno

Early aging in humans: focusing on progeria syndromes Nel presente, interessante editoriale, Annagiulia Cattaneo passa in rassegna le tre principali sindromi di progeria umana, soffermandosi in particolare sulla sindrome di Werner, o progeria dell'adulto, che si manifesta appunto nei soggetti adulti di 40-50 anni e le cui alterazioni patologiche appaiono maggiormente simili a quelle del normale invecchiamento che si osserva negli individui non affetti da tale sindrome. La progeria e l'andamento dell'invecchiamento umano mostrano, infatti, forti somiglianze e, anche a livello cellulare, un certo numero di processi risultano sovrapponibili: questo autorizza a pensare che una migliore conoscenza della progeria potrebbe condurre ad una più approfondita comprensione del comune invecchiamento e viceversa. Questa supposizione rende ogni nuova acquisizione sulla progeria di particolare interesse per il medico generale e per il geriatra, e non soltanto per i pediatri che spesso si prendono cura dei pazienti più giovani. All'interno

Nelle nasse della vecchiaia - Rappresentazioni e vissuti della coppia psicoterapeutica In questo editoriale, nel quale Rita Farneti torna a trattare del lavoro psicoterapeutico con l'anziano, sono presi in peculiare esame, fin dalla premessa introduttiva, i maggiori ostacoli che il terapeuta può incontrare nella relazione con il paziente " rappresentati - per lo più - da sentimenti non sufficientemente elaborati circa il proprio invecchiamento e l'idea della propria morte". Non vanno inoltre sottovalutati, a giudizio dell'Autrice, alcuni rischi che possono concorrere a minare l'assetto di neutralità, pur in una relazione che conserva empatia e partecipazione. Una certa vulnerabilità, infatti, è possibile sia presente nel terapeuta e deve attribuirsi, tale evenienza, alla vulnerabilità del suo narcisismo. In sostanza esso è vulnerabile perchè il paziente anziano " dà voce e forma ai suoi stessi costrutti mentali, ai vissuti circa il proprio incombente ed ineludibile processo d'invecchiamento". All'interno

Universidades de Adultos Mayores: fundamentación geragógica Dopo avere accennato alla validità che, in campo gerontologico, deve attribuirsi alla educazione permanente, gli Autori ( H. Scaglia e A. Mammana ) si soffermano, in particolare, sulla geragogia, vista come una disciplina pedagogica destinata a tutti i soggetti di età media e avanzata, e intesa altresì come basilare momento educazionale della prevenzione attiva antisenile. In accordo con questa concezione della gerontologia educazionale, la formazione pedagogica dell'adulto anziano dovrebbe proporsi oggi, come scopo, l'adattamento del singolo ad un nuovo modo di vivere che, essendo in continua evoluzione, esige appunto una pedagogia più attiva, la quale riesca, nel suo campo di attività, a promuovere la salute e la longevità delle popolazioni. Risulta evidente che questo indirizzo educativo, rivolto all'anziano, deve essere continuativo e basarsi sempre su tecniche e metodi geragogici, i quali vanno correttamente applicati anche nelle Università della Terza Età. All'interno

Sense of coherence, well being and cognitive functions in ageing Lo scopo della presente ricerca di Georgiy Korobeynikov, è stato quello di studiare, nel corso del processo d'invecchiamento, la relazione intercorrente tra la stima soggettiva del senso di coerenza e la soddisfazione di una vita di benessere in possesso delle proprie funzioni cognitive. Sono stati esaminati due gruppi di soggetti: 60 persone di città, con una età compresa fra 35 ed 82 anni, e 60 persone dimoranti in villaggi, di età compresa tra 32 ed 85 anni.I risultati ottenuti hanno dimostrato che le differenze registrate tra cittadini e villici non sono state significative dal punto statistico.Al trempo stesso è emerso che l'età media del gruppo costituito dagli abitanti in città si presenta più alta rispetto a quella esaminata nelle persone dimoranti nei villaggi. Questa circostanza indica una maggiore conservazione delle funzioni cognitive, durante l'invecchiamento, nella gente di città rispetto a quella dei villaggi. A parte ciò si può supporre che la stima del benessere soggettivo nel gruppo di abitanti in città sia più alto di quello corrispondente a quello della gente di campagna.Questo fatto può significare una più alta probabilità di basso benessere comportamentale nella gente di villaggio rispetto a quella di città. Stando a questi risultati, il senso di coerenza tra la gente di città è determinato, prima di altre cause, dalla condizione delle funzioni cognitive. La diversità della gente di villaggio appare dimostrata - con riferimento alla funzioni cognitive - in modo chiaramente significativo. All'interno

Infezione HCV: evoluzione, prevenzione ed implicazioni nell'anziano L'infezione da HCV è, notoriamente, una delle possibili, e più frequenti, aggressioni virali che possono interessare il fegato umano, seguendo un modello di diffusione di tipo parenterale.In questo editoriale della dott.ssa Anna Giulia Cattaneo, oltre ai fattori di rischio ed alle varie misure preventive della malattia, si fa cenno in modo particolare alla natura di tale infezione ed alle sue complicazioni croniche, quali si presentano nell'adulto e nel soggetto anziano. Tale forma morbosa, infatti, ha un decorso tipicamente lungo, fatto questo che potrebbe spiegare come una patologia che ha spesso il suo inizio acuto nel giovane, possa rivelarsi con una prevalenza più alta nell'anziano e mostri le più severe complicazioni proprio nella popolazione di età avanzata. La mancanza di un vaccino, oltre alla scarsa efficacia ed al costo dei mezzi terapeutici oggi disponibili, sollecita gli specialisti ad impostare validi mezzi di prevenzione nei confronti dell'infezione, della reinfezione, della diffusione e della evoluzione cronica della malattia, impiegando principalmente misure igieniche e comportamentali.Infatti una seria conoscenza dei fattori di rischio e delle modalità di trasmissione dell'infezione virale, rappresenta, oggi, la base più importante per la prevenzione nei riguardi di tale forma morbosa. All'interno

Tempo di vita, tempo di morte In questa presentazione che Rita Farneti fa dell'articolo di Calvin Colarusso "Separation - individuation phenomena in adulthood: General concepts and the fifth individuation" viene sottolineato, tra gli altri argomenti, che le perdite sperimentate nella media e tarda età sono generalmente accettate bene dalla maggior parte delle persone, purchè esista il tempo per riflettervi e per poterle comparare con quelle dei coetanei. La percezione dello scorrere ineluttabile del tempo conduce l'anziano ad una più profonda e completa comprensione delle relazioni con gli altri e della sua condizione di essere umano.Infatti i due momenti contradditori dell'esperienza di vita sono il trascorrere del tempo e la non prevedibilità di perdite durante la vita stessa.In entrambe le situazioni l'elemento comune risulta sempre la perdita: come a dire perdita di legami nella "separazione-individuazione", sia nel Sé che con gli altri.Una tale svolta nella percezione del tempo porta gli individui in tarda età a mettere a fuoco, per accettarle, le separazioni inevitabili dagli altri e da aspetti non più autentici del Sé. Ed essa in particolare serve a mettere in luce, nella vecchiaia, ogni tentativo di avere un contatto con l' "incommensurabile piacere della saggezza dell'amore adulto e del vivere con l'incomprensibile consapevolezza della morte". All'interno

The Faith-Based Community Action Model -The FBCA Model La "filosofia" che rappresenta il fondamento del presente editoriale presuppone che le varie organizzazioni religiose debbano, e possano, essere coinvolte in particolari programmi di azione comunitaria. La dottoressa Terry Tirrito continua ad occuparsi, infatti, anche in questo Suo articolo, del ruolo importante che le varie organizzazioni religiose potrebbero avere nel favorire un supporto sociale ai loro seguaci, specialmente nell'evenienza di soggetti più anziani e bisognosi. In effetti dai dati della letteratura specifica, dalle varie opinioni in campo politico ed anche dal buon senso pratico della gente comune, risulta chiaramente che le diverse organizzazioni fondate sul credo religioso possono giocare un ruolo fondamentale nel fornire progetti e servizi alle diverse comunità locali.In particolare la mancanza di agenzie pubbliche e l'inefficienza delle strutture governative a fornire i necessari servizi sociali, inducono le popolazioni più anziane ad essere recettive nei confronti di programmi e di servizi, in campo assistenziale,offerti dalle organizzazioni religiose. In realtà le diverse "chiese" sono spesso in grado di colmare molte lacune del sevizio sociale pubblico, a cui le agenzie comunitarie non riescono talora a far fronte in modo soddisfacente. All'interno

Defective glucose homeostasis in old people:ethiopathology and preventive strategies Le alterazioni dell'omeostasi glicidica, è noto, rivestono un ruolo di notevole rilievo nei soggetti anziani, nei quali le stesse sono solite presentarsi con manifestazioni varie, di carattere clinico e non, che possono estendersi dalla semplice iperglicemia non riconosciuta sino alle più complesse e gravi patologie correlate alla suddetta situazione dismetabolica. Si tenga inoltre presente, come suggerisce Annagiulia Cattaneo, autrice del presente editoriale, che non solo gli alti valori glicemici possono turbare il fragile equilibrio metabolico dell'anziano, ma che non deve neppure sottovalutarsi l'importanza degli episodi ipoglicemici, spesso non meno preoccupanti per la salute del vecchio.Lo scopo del presente lavoro,infatti, è quello di rappresentare ai medici di diagnosi e cura, siano essi specialisti geriatri o "medici di medicina generale", il grande valore che assume la profilassi in questo specifico settore della patologia, per impostare la quale in maniera corretta deve richiedersi, soprattutto, una profonda conoscenza di tutti quei fattori di rischio che possono associarsi con discreta frequenza, aggravando le conseguenze del disordine nosologico di fondo.Risulta quindi evidente l'assoluta necessità di approfondire le diverse acquisizioni in questo campo, inclusa l'incidenza di tali "determinanti di rischio" in età avanzata, al fine di porre le basi più solide ad una valida prevenzione geriatrica. All'interno

Vecchio, ormai troppo vecchio per vivere Il presente editoriale di Rita Farneti è un'interpretazione dell'articolo originale"The older patient in psychoanalysis" del Prof. Arthur F. Valenstein (Training and Supervising Analyst, Psychoanalytic Institute of New England East, Clinical Professor of Psychiatry, Emeritus, Harvard Medical School ). Pur con qualche riserva su alcune prospettive, non sempre del tutto condivisibili, riportate in questa interessante presentazione, tra le quali il concetto di vecchiaia che, secondo noi, non può sempre essere adottato nell'accezione che viene qui riferita, come non può essere ammesso che l'invecchiamento venga considerato solo una "crisi nel corso dell'esistenza", e non piuttosto un complicato processo psico-fisico che si caratterizza per un'involuzione lenta e progressiva nel tempo, ciò nondimeno prendiamo volentieri atto di quanto in questo lavoro, per molti altri aspetti, si afferma a proposito della persona anziana che, se anche in età piuttosto avanzata, sarebbe comunque in grado di "trarre proficuo giovamento dal trattamento psicoterapeutico". L'obbiettivo di tale cura per l'anziano si colloca soprattutto nell'acquisizione di un notevole grado di autonomia e nel coinvolgimento interpersonale, particolarmente importante verso la fine della terapia. In definitiva nell'analisi dell'anziano il conseguimento di una ragionevole, apprezzabile e consistente sensazione di non sentirsi estraneo a sé stesso acquista una maggiore urgenza, rispetto ai soggetti più giovani, soprattutto allo scopo di fugare quel sentimento di depersonalizzazione che"sovente alligna nelle molteplici sfumature del percepirsi vecchio ed inutile". In altre parole l'analisi del vecchio dovrebbe intendersi come un'opera di restituzione, in quanto "il senso di vitalità, e non solo di attività, può essere ancora recuperato nell'anziano ed anche sensibilmente rafforzato". All'interno

Il potenziamento delle funzioni affettive e cognitive per un buon invecchiamento: proposta di una metodica Da qualche anno ormai D. Cucinotta e Collaboratori si stanno attivamente occupando di una particolare ginnastica mentale mirata, quale mezzo preventivo dei disturbi cognitivi correlati all'età e di quelli che interessano, nell'anziano, l'ambito affettivo.Questa ipotesi sarebbe stata avvalorata dai positivi risultati ottenuti, in numerosi corsi di Memory Training, anche nel trattamento del cosiddetto "mild cognitive impairment" e delle probabili demenze in stato iniziale.In sostanza il miglioramento ottenuto con una tale metodica sembrerebbe riconducibile alla stimolazione di aree cerebrali specifiche, come sarebbe dimostrato dai diversi test che risultano beneficiare del training proposto. All'interno

Detección de deterioro cognoscitivo y demencia leve en población mexicana utilizando la escala breve del estado mental, la escala de Blessed y Neuropsi Per lo studio del deterioramento intellettuale e dello stato demenziale in età anziana sono state proposte e vengono impiegate metodologie diverse. Secondo gli Autori del presente editoriale uno degli aspetti più importanti di tale problematica riguarda il fatto che ogni metodica viene realizzata, in generale, per équipes multidisciplinari a cui partecipano geriatri, neurologi, internisti, psichiatri, psicologi ed altre figure professionali, con conseguente aumento del costo economico di ogni singola valutazione.Viene pertanto proposta, in questa sede, una maniera meno costosa per identificare la popolazione a rischio, mediante una batteria di prove neuropsicologiche più semplici e di facile impiego. All'interno

Anemia in the Elderly: a Diagnostic Problem Il ritrovamento dei nuovi "marker" che riguardano gli stati pre-anemici dell'anziano e lo studio del loro processo evolutivo, dovrebbero, a detta di Anna Giulia Cattaneo, intervenire entrambi sia nella prevenzione dei fenomeni stessi come anche, potremmo aggiungere, in una migliore educazione professionale del geriatra. All'interno

Jubilación y pérdidas Secondo gli Autori lo stile di vita di molte società attuali può ritenersi responsabile di un numero maggiore di danni all'organismo umano di quanti ebbe procurarne il concorso di tutte le malattie infettive del passato, come del resto è dimostrato dai molti insuccessi della medicina, che non riesce a far fronte al nemico peggiore della salute, rappresentato oggi dall'uomo stesso e dal suo modo di organizzare il lavoro nella realtà contemporanea. Ne risente soprattutto il vecchio che, privato del suo ruolo, perde anche la sua identità e la sua libertà, oltre a ridurre il proprio livello di autostima, al tempo stesso in cui cessa d'essere produttivo per il sistema. All'interno

L'intelligenza artificiale al servizio del geriatra nello studio della risposta alla terapia farmacologica nel paziente anziano Secondo l'Autore i metodi statistici tradizionali, basati su modelli di analisi lineare, presentano notevoli difficoltà di applicazione nel predire un fenomeno biologico quale, ad esempio, la responsività ad un farmaco, come viene esplicitamente spiegato in questo editoriale.In altri termini si sostiene nel testo che il metodo statistico dei gruppi non può essere di particolare utilità per il clinico, che si trova quotidianamente a confrontarsi con una patologia individuale. Un possibile approccio alternativo è rappresentato dai "sistemi dinamici adattivi" di cui le reti neurali sono una delle migliori espressioni, chiaramente vantaggiosa rispetto ai sistemi tradizionali.L'uso del sistema delle reti neurali è stato, ad esempio, proposto per studiare la sequenza nucleotidica del genoma umano e per quella aminoacidica delle proteine.Oltre a numerose altre applicazioni in campo diagnostico e farmacologico, i risultati ottenuti con tali modelli matematici, se confermati, potranno pure rappresentare il primo passo concreto per la costruzione di un valido strumento prognostico ( e, quindi, anche preventivo ) nella malattia di Alzheimer. All'interno

L'invecchiamento cellulare e le sue basi fisiologiche La biologia comparata mette in specifica evidenza la complessità del processo d'invecchiamento tra gli animali superiori, peculiarità che è quasi esclusiva di un numero limitato di specie, compresa quella umana.Non è chiaro infatti, tra i numerosi altri aspetti del fenomeno generale, quale rapporto sussista tra la durata di un tale processo e l'aspettativa di vita relativa ad una determinata specie.A proposito di "life span" è noto, ad esempio, che in alcune società la donna vive in media alcuni anni più dell'uomo, ma resta ancora da definire, secondo l' Autrice, se l'invecchiamento debba ritenersi posticipato in questo sesso, o se si tratti nella femmina di un processo ad evoluzione più lenta, ma ad inizio "contemporaneo" rispetto al sesso maschile. All'interno

El voluntariado en la tercera edad L'Autrice si immedesima negli anziani di oggi che, di fronte alla realtà del proprio invecchiamento in una società "massificata" come quella attuale, si trovano di frequente a vivere la loro età in una condizione di perdita e spesso come veri emarginati sociali. La soluzione avanzata è quella del loro inserimento nelle varie associazioni di volontariato, con vantaggio cospicuo per i vari settori interessati e per tutto il complesso sociale, gli stessi anziani compresi. All'interno

Visual perception and informational processing capability in aging L'uso dei metodi tradizionali di analisi statistica per lo studio, nel corso dell'invecchiamento, del declino percettivo visivo e della capacità di elaborazione "informazionale", deve considerarsi oggi, a giudizio dell'Autore, un intervento piuttosto inadeguato. In accordo con quanto già anticipato in alcuni Suoi recenti studi, nel presnte editoriale si sottolinea, tra l'altro, che nei processi d'involuzione senile ricordati, verrebbero attivati particolari meccanismi compensatori, tra cui alcuni correlati ad una puntuale organizzazione stocastica delle funzioni psicofisiologiche. All'interno

La vejez,una etapa vital del desarrollo humano L'invecchiamento delle popolazioni rappresenta senz'altro un fenomeno relativamente recente nella storia del genere umano.E pertanto una sfida essenziale da affrontare, in questa nostra epoca, è quella di riuscire a educare l'adulto affinchè impari ad invecchiare in modo corretto. La vecchiaia è una realtà che non riguarda soltanto una parte della popolazione, ma interessa inevitabilmente tutto il consorzio umano nel suo complesso.Cosicchè, dal punto di vista sociale, i soggetti anziani non debbono essere considerati come una categoria separata dal resto della collettività, come purtroppo ci accade spesso di constatare.Secondo l'Autrice di questo editoriale, infatti, sarebbe desiderabile una concezione della vecchiaia più equilibrata, da accettare come una normale tappa della vita , paragonabile ad altri pregressi tratti della stessa, come ad esempio possono considerarsi l'infanzia e l'adolescenza. La vecchiaia costituisce pur sempre un'esperienza in più nel percorso umano e pertanto può e deve svolgersi nel modo più positivo, nell'interesse dell'individuo e di tutto il complesso sociale. All'interno

La relazione di aiuto all'anziano, incontro e dialogo La relazione d'aiuto alla persona anziana, di cui si occupa, in una prospettiva psicologica, l'Autrice di questo editoriale, è comprensiva anche dei rapporti interindividuali di tipo terapeutico che rientrano nei diversi modelli organizzativi della nostra società. Per riportare un esempio di interesse gerontologico, ci limitiamo a menzionare la cosiddetta "assistenza domiciliare integrata" che, per essere veramente tale, dovrebbe permettere agli utenti anziani di poter negoziare possibili compromessi tra le richieste degli stessi e le risposte della struttura assistenziale.Le differenze individuali, infatti, meriterebbero di essere sempre rispettate da chi gestisce l'assistenza sanitaria ai vari livelli, affinchè agli anziani non sia consentito solo di sopravvivere come "organismi", ma di continuare a vivere da individui.
La dottoressa Rita Farneti, psicologa e psicoterapeuta, collaboratrice del Dipartimento di Scienze dell'Educazione all'Università di Padova, è autrice di pubblicazioni nazionali ed internazionali relative al climaterio femminile, alla genitorialità ed all'invecchiamento
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Educaciòn permanente no formal para adultos mayores
Secondo gli Autori di queste pagine (Horacio Scaglia e Coll.) la proposta della educazione permanente per la terza età rappresenta sempre una triplice sfida, che coinvolge sia gli "allievi" che i docenti e le stesse istituzioni. Gli anziani-alunni vengono provocati a scoprire sempre nuove modalità di apprendimento, processo in cui non intervengono solo intelligenza e memoria, i docenti sono sottoposti al cimento di un insegnamento rivolto ad una popolazione eterogenea per conoscenze e cultura, mentre le istituzioni sono richieste di uno spazio per un settore comunitario che vuole soltanto apprendere, senza aspirare a titoli di sorta. All'interno

L'invecchiamento e la Medicina Anti-invecchiamento (Anti-aging Medicine )
Gli Autori (Dott. Paolo Albanese e Dott.ssa Emine Meral Inelmen) prendono lo spunto da quella nuova branca della gerontologia che viene definita "preventiva", per arrivare ad occuparsi della "anti-aging medicine", indirizzo anch'esso recente della geriatria clinica, se così può essere indicato, il cui obiettivo specifico è quello di fornire strategie scientificamente validate per rallentare il processo d'invecchiamento e per ottimizzare la qualità della salute. Le conclusioni hanno fini educazionali e si prefiggono d'insegnare a vivere più a lungo ed in condizioni psico-fisiche migliori. L'invito è di valutarle con spirito critico, dato che il dibattito resta indubbiamente aperto. All'interno

Sessualità maschile e terza età Questo interessante contributo in tema d'invecchiamento ci viene offerto da due studiosi di psicosessuologia ( R. Rossi, E. Dalia ) che si presentano con una sintetica rassegna delle attuali conoscenze sulla sessualità maschile nella terza età. Da un attento esame dei principali fattori che influenzano l'espressione sessuale nel soggetto anziano, si trae la conferma che le naturali modificazioni anatomo-fisiologiche assumono significato solo quando vengano integrate nel complesso delle variazioni psicologiche e sociali correlate alla senescenza. Per comprendere la sessualità nell'età anziana è necessario, quindi, realizzare che l'essere umano è in rapporto non solo con il proprio corpo, ma anche con l'aggregato antropologico e con l'ecosistema dei quali fa parte. All'interno

Fisiopatologia del dolore in età geriatrica Il dott. P. Dal Santo, geriatra dell'Ospedale di Vicenza, con questo editoriale sulla fisiopatologia del dolore nel soggetto anziano, ci propone un interessante approccio allo studio della sensibilità dolorifica in età geriatrica. I "punti focali" valutati riguardano gli effetti dell'invecchiamento sul "dolore acuto", su quello "cronico" ed anche l'influenza del deficit cognitivo sulla percezione del dolore in generale. A proposito di quest'ultima evenienza clinica, senza volere qui anticipare le conclusioni dell'Autore, ci sembra inevitabile che la perdita di espressione verbale nei pazienti con deficit cognitivo importante, obblighi gli abituali "caregivers"ad avvalersi di altri potenziali indicatori di dolore fisico che debbono necessariamente scegliersi fra le manifestazioni non verbali del dolore stesso. All'interno

The Spirit of Collaboration: Social Work / the Church / Older Adults
La dott.ssa Terry Tirrito ( PhD, Aging Specialist, University of South Carolina ) si occupa in questo editoriale del ruolo importante che le varie organizzazioni religiose possono avere nel favorire il supporto sociale dei loro adepti, specialmente nel caso dei soggetti più anziani e bisognosi. In effetti le diverse "chiese" sono spesso in grado di colmare molte lacune del servizio sociale, a cui le agenzie pubbliche non sanno talora far fronte. All'interno

L'attività fisica nell'anziano
L'Autore riprende un argomento già trattato in questo sito, ma ne approfondisce, sulla base di dati interessanti, alcuni aspetti del decondizionamento biologico allo sforzo che si accentua spesso dopo il pensionamento. All'interno

Deterioro cognoscitivo de origen vascular
Accogliamo volentieri, tra i nostri editoriali, questo interessante inquadramento critico della demenza vascolare, inviatoci dalla Dottoressa Georgina Corte Franco, "Global Health Leadership Fellow". Di particolare rilevanza ci sembrano, tra l'altro, alcune Sue interessanti osservazioni in tema di educazione preventiva. All'interno

Sobre el apego y desapego en la vejez
Dopo alcune originali considerazioni sulle difficoltà d'inserimento dell'anziano nel contesto familiare, nelle istituzioni "geriatriche" e nel complesso sociale in genere, l'Autore avanza la proposta, tra l'altro, d'includere nei programmi educativi per bambini e adolescenti anche un insegnamento di tipo geragogico. Si riuscirebbe così a diffondere una conoscenza migliore di questa stagione critica della vita, trasmettendo alle giovani generazioni norme di stima e di rispetto per l'età avanzata. All'interno

Sessualità e terza età
Inizia con questo primo editoriale (Sessualità e terza età) la collaborazione a Geragogia.net della Prof.ssa Roberta Rossi, Docente di Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale alla Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" e collaboratrice dell 'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma.Ci sembra di particolare interesse, dal punto di vista geragogico, la riflessione che nell'età avanzata il mantenimento di uno stato di benessere fisico e psichico riveste una rilevanza determinante per la prosecuzione ed il mantenimento dell'attività e dell' interesse sessuale. E soprattutto ci persuade l'osservazione che il pensionamento può portare a seri fenomeni psicologici che, a loro volta, spesso dimostrano ripercussioni sessuali importanti. All'interno

Formación de Personal en Residencias Geriátricas
A seguito del recente editoriale sulla " Sociologia dell' invecchiamento", il Prof. Horacio Scaglia ci invia ora i primi risultati di uno studio sperimentale riguardante la "formazione del personale addetto alle residenze geriatriche", che attualmente è in corso di realizzazione nella città di Rosario. Vi collabora Aida Mammana. All'interno

Renal Function in the Elderly: is the Decline Inevitable?
Studi trasversali e longitudinali confermano che il declino della funzione renale, associato all'età, può essere correlato più propriamente a condizioni morbose sovrapposte (o a fattori di rischio cardiovascolare) che ad un semplice processo di involuzione senile. E' la conclusione di uno studio inviatoci dalla Prof.ssa G. Bertaglia dell'Università di Padova (Nefrologia I). All'interno

La prevenzione delle piaghe da decubito
Un corretto inquadramento clinico del paziente e la conoscenza dei meccanismi fisiopatologici dell'ulcera da decubito, consentono di attuare i presidi preventivi, generali e locali, che si mostrano necessari per eliminare e correggere i fattori di rischio favorenti l' insorgenza di tale lesione. Se ne occupa la geriatra Annunziatella Marino del Pio Albergo Trivulzio di Milano. All'interno

Sociologia dell'invecchiamento
Con questa breve premessa diamo inizio allo studio di alcuni fondamentali presupposti che si correlano agli aspetti sociologici dell'invecchiamento nei diversi paesi del mondo occidentale. La presente anticipazione è di Horacio Scaglia, Profesor Adjunto de la Cátedra de "Residencia y Práctica 1 y 2" de la Carrera de Técnico Superior en Gerontologia en el Instituto Superior de Ciencias Humanas de la Ciudad de Rosario. All'interno

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