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Nutrizione e calo ponderale nella
demenza di Alzheimer:una interazione complessa
Vari Autori, da tempo, avevano avuto modo di riscontrare
in un'alta percentuale di pazienti affetti da Malattia
di Alzheimer, "un calo ponderale non intenzionale"
ed uno stato di malnutrizione con conseguente modificazione
della composizione corporea. E' questo un tema che,
nel campo della letteratura specializzata, rimane ancora
aperto alla discussione, al fine di stabilire se il
calo ponderale in questione debba considerarsi un evento
causale o, piuttosto, una conseguenza di tale malattia.
Secondo gli Autori del presente editoriale il calo ponderale
in discussione, comunque venga valutato, risulta strettamente
associato alla fisiopatologia di questa demenza presenile.
All'interno
Assessing the frailty in aging
Il processo d'invecchiamento, che solo in casi eccezionali
mantiene un suo decorso fisiologico sino al termine,
deve considerarsi in generale come la progressione del
soggetto da una sana ed efficiente giovinezza ad una
condizione di fragilità senile, caratterizzata
dalla presenza di svariate contingenze avverse in ambito
premorboso. Tale evenienza è così diffusa
che il riscontro di un eccellente livello di salute
nell'età avanzata deve considerarsi come una
fortunata eccezione, in una casistica dove la prevalenza
è largamente di segno opposto. Recenti studi,
riferisce Anna Giulia Cattaneo, sono stati intrapresi
per focalizzare, a questo proposito, un indice di fragilità
collegato all'invecchiamento, in grado di rapportarsi
con valore predittivo all'incidenza di morbilità
e mortalità. All'interno
Il declino anabolico nell' "aging
male" visto come sovvertimento dell'equilibrio
ormonale ( "Disruption of Syncrinology" )
La caduta della concentrazione ematica degli ormoni
anabolizzanti occupa senza dubbio una posizione di primo
piano tra i vari movimenti ormonali che si verificano
nel soggetto umano con il progredire dell'età.
Le evenienze cliniche che conseguono a tale deficit
anabolico comprendono, fra le più note, la sarcopenia,
l'osteopenia e l'osteoporosi, la miocardiopatia involutiva
e, come è noto, anche talune turbe della neurotrasmissione
e del trofismo nervoso. Tali situazioni poi intervengono,
come rimarca Giorgio Valenti, nel condizionare il processo
della senescenza, che può venire in parte favorito
ed anche accelerato, attraverso la incentivazione della
disautonomia e, in parte, della morbilità stessa,
situazioni che portano infine al noto quadro della cosiddetta
"fragilità senile". Le stesse considerazioni,
in un breve richiamo, vengono avanzate per gli ormoni
ad azione catabolizzante, dato che, con il trascorrere
degli anni, si verifica in entrambi i sessi un incremento
di cortisolo e degli ormoni tiroidei, che in tale occorrenza
possono compromettere l'equilibrio metabolico, al pari
di quanto osservato per gli ormoni anabolici. A questo
proposito si raccomanda agli interessati di tenere presente
che gli ormoni ad effetto anabolico e catabolico, come
è ovvio, agiscono in maniera simultanea, per
cui le varie manifestazioni cliniche di ogni caso vanno
sempre considerate come il risultato di una "sommatoria
matematica" dei due diversi impulsi ormonali.
All'interno
Cultura e benessere soggettivo
individuale: un ruolo centrale In questo editoriale
viene affrontato il nuovo e interessante tema che concerne
l'impatto della cultura in campo psico-sociale ed economico
e, di conseguenza, l'effetto che la cultura stessa può
manifestare indirettamente sulla longevità e
sul benessere del soggetto in generale. Gli Autori del
presente articolo, Enzo Grossi e Pierluigi Sacco, oltre
a menzionare diversi studi stranieri sul tema proposto,
fanno particolare riferimento ad una recente ricerca
italiana a proposito della relazione esistente tra "consumo
culturale" e benessere psicologico del singolo
individuo. In tale studio i risultati preliminari ottenuti
confermano pienamente che buoni livelli di consumo culturale,
nei suoi diversi generi, si associano ad elevati valori
di benessere psicologico, dimostrando che l'utilizzo
di stimoli culturali svolge un ruolo decisivo nel migliorare
la qualità della vita. Questa tendenza è
particolarmente evidente nel soggetto anziano, nel quale
la co-morbidità, per sua natura, tende già
a ridurre il senso di benessere percepito.
All'interno
Clinical errors in geriatrics:
a neglected issue Quantunque l'errore medico rappresenti
una responsabilità non indifferente nel campo
della salute pubblica, invece di studiarne le cause
e di impostarne una adeguata prevenzione, noi spesso
siamo soliti minimizzare tale problema. Gli Autori del
presente editoriale, a questo proposito, sono dell'opinione
che è troppo facile accettare l'eventualità
di alcuni errori medici come l'inevitabile conseguenza
delle cure sempre più complesse alle quali è
sottoposto il paziente odierno, piuttosto che analizzare
a fondo le cause dell'errore occorso.
All'interno
Sulla sofferenza Prendendo
lo spunto da una evidente solitudine dell'uomo moderno,
gli Autori del presente editoriale mettono in evidenza
che l'uomo "solo" di oggi, pur riuscendo a
combattere le cause di molteplici malattie, non riesce
a mitigare la sofferenza ed il patimento che queste
comportano. Nonostante le grandi conquiste della medicina
numerosi sono ancora gli interrogativi non evasi, fra
i quali in primo piano vanno posti il dolore e la morte.
Con queste realtà, infatti, ci si confronta ogni
giorno e la risposta non può certamente essere
data dalla eutanasia e neppure dall'accanimento terapeutico.
All'interno
APOE epsilon 4 gene as an early
molecular of the late-onset Alzheimer's disease (LOAD):
an update of literature 2008-2009 La biologia molecolare,
secondo Anna Giulia Cattaneo, può fornire
preziosi strumenti in grado di consentire una diversa
interpretazione di alcune patologie sino a questo momento
poco conosciute, tra cui anche la malattia di Alzheimer.
I risultati sinora registrati, comunque, sono a questo
punto ancora contrastanti, a causa soprattutto degli
inadeguati metodi di ricerca impiegati. Criteri più
uniformi di studio ed una maggiore coordinazione in
campo mondiale potrebbero essere di aiuto per migliorare
l'impatto di questo tipo di ricerca nei vari settori
clinici e per accelerare il progredire delle conoscenze
in materia. All'interno
Disturbi cognitivi e Medicina Nucleare
Uno dei fenomeni epidemiologici più significativi
della società occidentale contemporanea è
rappresentato non solo dalla maggiore durata della vita
umana, ma soprattutto dal cospicuo aumento del numero
di soggetti che raggiungono l'età più
avanzata. Una conseguenza diretta che deriva da tale
fenomeno è l'aumento della possibilità
di presentare, nell'età anziana, una malattia
neuro-degenerativa di tipo progressivo, il cui aspetto
più evidente è costituito dal declino
cognitivo. Si prospetta pertanto la necessità
d'impostare una precoce diagnosi differenziale, come
spiega Susanna Nuvoli nel presente editoriale, tra il
fisiologico invecchiamento cerebrale ed una determinata
e specifica condizione patologica. L'utilizzo del neuroimaging,
infatti, permette di valutare in modo razionale, nel
paziente senile, le alterazioni strutturali e funzionali
che sono tipiche di una particolare patologia.
All'interno
New insight on sarcopenia La
perdita di massa e di forza da parte del muscolo scheletrico
può essere osservata di frequente a tutte le
età, potendo essa manifestarsi come conseguenza
di vari eventi morbosi e della prolungata inattività
che ne può conseguire, come succede, ad esempio,
a seguito di fratture ossee, lesioni nervose e malattie
invalidanti in generale. Come è noto però
una siffatta eventualità si verifica con notevole
frequenza e gravità nella grande maggioranza
delle persone anziane, anche quando si trovino ancora
in uno stato di salute discretamente buono. E' risaputo
pure che il termine "sarcopenia" venne introdotto
per significare, appunto, la condizione suddetta, nella
quale è stata descritta una specifica mancanza
di miofibre del tipo II e delle relative cellule satelliti.
Il ruolo fondamentale che tali cellule avrebbero anche
nel recupero della funzione muscolare scheletrica dell'anziano
viene infatti inquadrato, da Anna Giulia Cattaneo, nel
prosieguo della presente nota.
All'interno
La ragnatela della vecchiaia
Con questo breve ed incisivo contributo, Rita Farneti
prende in considerazione la dolorosa e progressiva emarginazione
alla quale, purtroppo, la persona anziana deve ancora
piegarsi nella nostra realtà sociale, in cui
la vecchiaia è spesso vista soltanto come una
condizione improduttiva e spiacevole. Il senescente,
in sostanza, viene generalmente sottovalutato e costretto
a sopportare i preconcetti negativi che buona parte
del contesto ambientale nutre nei suoi riguardi. In
breve secondo l'Autrice diventa indispensabile, di conseguenza,
che nell'ambito sociale si impari a stabilire una vera
ed utile relazione con il soggetto anziano, in modo
tale da consolidare il rapporto umano con la persona
che invecchia, aiutandola in tutti i modi a continuare
la propria vita senza smarrimenti e con minore senso
di sconfitta. All'interno
La delineazione dello spartiacque:
la futura sfida della medicina predittiva In questo
originale lavoro Enzo Grossi usa il concetto di "spartiacque",
proprio nel senso di linea displuviale, vale a dire
come una metafora del prospetto riguardante i concetti
di salute e malattia. Ne consegue che nel panorama medico
si potrebbe pensare, sempre in senso figurato, al luogo
di una sorgente come all'equivalente del patrimonio
genetico umano, al fiume che ne deriva come al decorso
della vita ed al mare come all'esito della stessa, qualunque
esso possa essere. Restando nel discorso traslato, allora,
l'obiettivo della medicina predittiva, secondo l'Autore,
sarebbe quello di prevedere quale potrebbe essere la
direzione del fiume, sulla base del luogo da cui scaturisce
la sorgente e secondo i dati ecologici di un determinato
bacino idrografico, vale a dire, in sostanza, sulla
scorta degli elementi ambientali disponibili.
All'interno
Medicina anti-ageing: una nuova
frontiera medica e sociale L'impostazione del presente
editoriale, per certi aspetti singolare ed alquanto
divulgativa, è nella sostanza apertamente critica
nei confronti di certa medicina anti-ageing, di cui
ci viene proposta dagli Autori una rassegna della letteratura,
che non appare certo favorevole nei confronti di un
tale indirizzo di prevenzione gerontologica. Luigi G.
e Matteo Grezzana preferiscono raccomandare ai colleghi
geriatri i suggerimenti noti da tempo e che si limitano
a favorire, oltre agli impegni creativi e sociali, soprattutto
l'esercizio fisico costante ed una corretta alimentazione,
allo scopo di combattere il sovrappeso e l'obesità.
All'interno
The diabetic foot Le complicazioni
del diabete mellito di tipo II, conferma Anna Giulia
Cattaneo, non dovrebbero mai essere considerate come
una sorte inevitabile nel corso dell'età anziana,
ma piuttosto una conseguenza dovuta a fattori di rischio
supplementari, quali ad esempio il danno ischemico agli
arti inferiori, tra i diversi altri. Come pure dovrebbe
sempre essere tenuta presente, per una diagnosi precoce,
la possibile concomitanza di una neuropatia diabetica
( periferica o autonomica), per l'influenza peggiorativa
che questa dimostra, tra l'altro, sulla evoluzione delle
varie lesioni ulcerative. All'interno
Treatment of postprandial hyperglycemia
with acarbose, to reduce the incidence of cardiovascular
events in the elderly Nel presente editoriale l'Autore,
Federico Cacciapuoti, puntualizza in modo conciso ed
efficace l'utilità di una terapia giornaliera
a base di acarbose allo scopo di ridurre la progressione
aterosclerotica e la incidenza degli eventi cardiovascolari
agevolati, nel soggetto anziano, dalla iperglicemia
postprandiale. Il trattamento andrebbe riservato agli
individui ultrasessantacinquenni, anche senza un diabete
mellito manifesto, dopo l'esecuzione di un test di tolleranza
al glucosio che dimostri una condizione metabolica alterata,
pur con una glicemia a digiuno non ancora inquadrabile
nel range diabetico. All'interno
La fragilidad de la mujer postmenopáusica
pobre Le condizioni di indigenza costituiscono un
problema di enorme rilievo sia dal punto di vista sociale
che da quello sanitario: In altre parole la povertà,
come ben dimostrano i dati bibliografici riportati dagli
Autori, deve considerarsi uno dei principali fattori
di rischio per la salute in tutte le parti del mondo,
compresa la società occidentale nella quale viviamo.
E ciò avviene perché l'indigenza in generale,
oltre che con l'età anziana e con il sesso femminile,
si correla anche con determinate abitudini e particolari
stili di vita che si sono dimostrati pregiudizievoli
per lo stato di benessere dell'organismo umano. Il riferimento
riguarda soprattutto il consumo alcolico, quello di
tabacco e il sedentarismo, oltre ad alcune peculiari
infermità come, ad esempio, le malattie infettive,
l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'osteoporosi.
All'interno
La qualità della vita nella
terza età. Evidenze dello studio "Treviso
longeva"( Trelong study) Dal presente studio
statistico, opera di M. Gallucci e Coll., si desume
che la qualità della vita, nel gruppo di anziani
preso in esame, rappresenta il risultato di una interazione
tra il singolo soggetto e la società in cui si
trova a vivere l'ultima fase della propria esistenza.
Non solo, ma appare anche evidente la necessità
di conoscere a fondo tutti gli aspetti che riguardano
la vita stessa dei soggetti in età senile, per
riuscire in qualche modo a migliorare tale realtà,
che spesso non risulta neppure nota a sufficienza. La
qualità della vita, infatti, non è correlata
soltanto alla "salute" intesa esclusivamente
sul piano sanitario, ma, secondo la nota definizione
dell'OMS, la stessa deve essere intesa non solo nel
senso di "assenza di malattia", ma, in modo
più globale, come uno "stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale".
All'interno
Il medico di fronte al singolo
caso In questo interessante e singolare editoriale
di Enzo Grossi viene preso in esame un problema che
non è di facile soluzione, vale a dire la liceità
scientifica di applicare le evidenze statistiche, derivate
dalla letteratura medica, al singolo paziente che il
medico curante si trova di fronte ogni giorno. In altre
parole i clinici hanno il bisogno e il dovere, nella
pratica medica quotidiana, di conoscere il vero significato
dei risultati statistici emersi nelle varie sperimentazioni
ed ancor più nelle cosiddette "meta-analisi".
Per fare fronte a questa esigenza sono necessari speciali
"algoritmi evolutivi", motivo per cui, d'accordo
con l'Autore, invitiamo il lettore che volesse approfondire
maggiormente una tale tematica, di consultare anche
gli articoli che trova citati in bibliografia.
All'interno
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